Il de profundis dell'ItalFootball, ma resta illibata la figura di De Laurentiis. Quanti sfottò per quella superlega? Da visionario a pioniere...
Resiste, e di ciò ne siamo fieri, l'illibata figura di Aurelio De Laurentiis; uno che aveva già lanciato l'allarme-calcio otto anni fa, prima ancora di divenire parte integrante del "sistema".
Diciamolo, non è che il movimento calcio, in Italia, attraversi uno dei suoi momenti di massimo splendore. Da dove iniziare? Facile, dalle scorribande mercantili con cui magnati russi o sceicchi senza scrupoli portano via l’èlite tecnico del nostro calcio. Cifre spaventose, in barba al Fair Play finanziario (che sembra regola solo da noi)!
Domandone: perché ricconi senza pudore troverebbero attraente ed intrigante la prospettiva di investimenti faraonici in buona parte dei campionati del vecchio continente fuorché il nostro? Sarà perché da noi il pallone è trattato con poca “futuribilità”? Pochissimi stadi di proprietà, fenomeno “violenza” tutt’altro che debellato, capestri criteri di spartizione dei danari provenienti dalle Tv, scandali all’ordine del giorno ed una cultura sportiva a dir poco retrograde. Società ostaggio di tifoserie, dirigenti che vendono e comprano gare come fossero a porta Portese, accordi tra calciatori e zingari, infermieri e ristoratori….Insomma, viaggiamo sempre con quei tre decenni di ritardo. Perchè?
Il male è tutt’altro che oscuro, anzi. Si riflette negli immarcescibili esempi che i nostri beniamini non perdono occasione per sfoggiare. Ma ditemi, in quale altra nazione si sarebbe immaginato di difendere e schierare (con tanto di fascia da capitano) uno che prima attacca la magistratura (ordinaria, non sportiva) e poi si scopre aver “donato” ingenti somme ad un amico che “per puro caso” era anche gestore di un punto scommesse? L’Inghilterra, per molto meno, ha tolto la fascia ad un certo JT. Ma si parla sempre di Buffon…quello che tutte le Tv mostrano in commovente abbraccio con il Presidente Napolitano; la vittima, insomma, mica il carnefice?! E di Bonucci riabilitato dal moralizzatore Prandelli, a discapito del “pestilente” Criscito? E Cassano che spera di non incrociare “ricchioni” sulla sua strada di calciatore? Siamo bassi, troppo.
Resiste, e di ciò ne siamo fieri, l’illibata figura di Aurelio De Laurentiis; uno che aveva già lanciato l’allarme-calcio otto anni fa, prima ancora di divenire parte integrante del “sistema”. Uno che da anni parla di Campionato Europeo per club (…quante denigrazioni e sfottò ha subito per le sue idee?), e che finalmente viene invitato al tavolo dei potenti per un’idea che potrebbe trasformarne l’effige da visionaria a pioniere. Grazie presidente, in tutto questo marciume, siamo certi che i tifosi rimarranno sempre al suo fianco. Con o senza Lavezzi…
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