Difficilmente Blerim Dzemaili e la fidanzata Alessia Tedeschi, attrice di belle speranze e bella presenza, potranno passeggiare nuovamente inosservati sul lungomare come mercoledì scorso. Dopo la rete segnata contro la Fiorentina, la quarta da quando veste la maglia azzurra, Dzemaili è entrato definitivamente nel cuore dei tifosi, che lo scorso anno lo avevano invece accolto con un po’ di diffidenza.
Abnegazione - L’ex di Torino e Parma, infatti, di gol in A ne aveva realizzato appena uno, per di più con il fondoschiena approfittando di un rinvio sbagliato da parte di Sirigu. Non esattamente un biglietto di presentazione entusiasmante, almeno sotto il profilo della pericolosità offensiva. Invece, Dzemaili a Napoli si è trasformato in una mezzala d’assalto. Merito della sua abnegazione in allenamento, ma anche di Walter Mazzarri che gli ha cucito addosso un ruolo leggermente diverso rispetto a quello svolto in passato. «E’ l’allenatore giusto per esaltare le mie qualità—ha detto di recente Dzemaili —. Io posso giocare sia da regista che da trequartista».
Cecchino - Invece, è da interno nel centrocampo a tre che rende al meglio.Nonavrà la qualità tecnica di Hamsik, le doti da mediano di Behrami o le geometrie di Inler, ma Dzemaili riesce a fare abbastanza bene quasi tutto: si inserisce e segna, recupera palloni e poi li smista. Inoltre, aspetto da non trascurare, è anche un cecchino sui calci da fermo, come ha fatto vedere in amichevole con l’Olympiacos. Così, è diventato il classico dodicesimo uomo in grado di cambiare le partite a gara in corso (vedi Palermo) o sostituire dall’inizio un «titolarissimo» quando quest’ultimo non è al meglio (vedi Inler contro la Fiorentina).
Di poche parole - Le sue origini albanesi rendono Dzemaili menosvizzero di quanto si possa pensare anche nello stile di vita. Non è di tante parole, almeno in pubblico, ma ci ha messo poco a legare con i veterani dello spogliatoio azzurro, su tutti Aronica. Quest’estate ha trascorso le vacanze tra New York, Miami e le Bahamas, adora il mare e divorerebbe quantità industriali di nutella, ma il suo rigido regime alimentare glielo impedisce. Deve essere sempre al massimo della condizione per rendere al meglio, come ha imparato a furia di subire infortuni (uno anche lo scorso anno in Chievo Verona- Napoli con rottura di un capillare del piede destro e conseguente borsite). La sua forza di volontà nel recuperare in fretta fece capire immediatamente allo staff tecnico e sanitario del Napoli di che pasta è fatto Dzemaili. Uno che ha la mentalità vincente e che già ha vinto tanto: due campionati e una coppa nazionale in Svizzera prima della Coppa Italia (da titolare in finale) con il Napoli.
In Nazionale - Adesso, gli obiettivi sono altri: raggiungere il Mondiale 2014 (insieme a Behrami ed Inler si è aggregato ieri alla formazione di Hitzfeld) e conquistare lo scudetto in azzurro. Continuando a giocare come sta facendo e, soprattutto, a segnare gol importanti (con la Svizzera, però, deve ancora sbloccarsi), Dzemaili potrebbe centrarli entrambi. Intanto, dopo la sfida di venerdì in Slovenia, martedì è atteso dal suo personalissimo derby contro l’Albania. Poi tornerà a Napoli, sapendo di non poter più passeggiare indisturbato.
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