Focus - Quando i gol vengono dal centrocampo...
I 69 punti in 34 partite del Napoli (derivanti da 20 vittorie, 9 pareggi e 5 sconfitte) sono sufficienti a tenere a distanza il Milan (a quota 62) e la Fiorentina (a quota 61), grazie anche ad un gioco di scontri diretti e differenza reti favorevoli. Eppure c’è stato un momento in cui, col Catania che vinceva a San Siro, il Napoli ha visto aumentare il suo vantaggio in classifica sulle inseguitrici. Se tale situazione fosse rimasta immutata, il prossimo turno (grazie anche ad una serie di risultati favorevoli agli azzurri) avrebbe consentito al Napoli di chiudere definitivamente i giochi. Ma ormai si tratta solo di un altro paio di partite.
Ma dalla trasferta di Pescara giungono anche altre indicazioni: intanto la squadra, senza Cavani per la decima gara quest’anno, ha vinto per la 6° volta. Un 60% che dice molto. Ciò grazie al grande contributo dei gol dei centrocampisti, soprattutto quelli centrali. Basti pensare che Dzemaili ed Inler ne hanno già realizzati 6 a testa. Se consideriamo Hamsik anche un centrocampista, dobbiamo aggiungere altri 10 gol al fatturato. E se contiamo anche gli esterni? Con Maggio sono altri 4 gol. Mancano all’appello Behrami, Donadel (che però ha solo pochi spezzoni di gara) e Zuniga (quest’anno stranamente a secco) e si aspetta il primo brindisi di Armero in azzurro. Insomma, quasi il 40% dei gol azzurri è giunto da mediani ed esterni (sempre volendo giudicare Hamsik come centrocampista).
Negli anni addietro, proprio questa caratteristica mancava al Napoli. Tra i vari centrocampisti che la formazione azzurra ha annoverato, ci sono stati Gargano, Yebda, Pazienza, Blasi… ma non hanno mai avuto una simile produttività. Per una squadra che ambisce al massimo risultato nel campionato italiano, un contributo di segnature derivante anche da settori diversi dall’attacco, può significare avvicinarsi sempre più alla Juventus, maestra in questo tipo di situazione. E pensare che tra i primi bomber nella classifica marcatori, non figura alcun juventino. Eppure i bianconeri hanno fin qui segnato 66 gol (2 in più del Napoli) figurando come 2° attacco della Serie A.
A proposito, per Pandev 4° rete nelle ultime 6 gare. Dopo 5 mesi di astinenza.
Nella prossima stagione, dunque, spetta alla premiata ditta De Laurentiis-Bigon (e forse Mazzarri) migliorare per quanto si può la rosa azzurra. Ormai i network e i giornali nazionali (sempre sensibili nei confronti di Juventus, Milan ed Inter) stanno allontanando sempre più Cavani dal Napoli, ritenendo ciò un segno di indebolimento della squadra. Non tengono conto che invece il Napoli avrebbe più di 100 milioni da reinvestire sul mercato per diventare ancor più forte. Ma se rimanesse Cavani, arricchendo la rosa con ciò che occorre, sarebbe un segno di continuità tecnica che dovrebbe spaventare tutta la Serie A.
Prossima gara, domenica 5 maggio alle ore 20.45, Napoli-Inter. Per proseguire nel sogno.
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