Italia Under 17, il napoletano Tutino: "Sto giocando meglio. Ora tre finali, giochiamo da squadra"

Italia Under 17, il napoletano Tutino: "Sto giocando meglio. Ora tre finali, giochiamo da squadra"
venerdì 10 maggio 2013, 16:40Le Interviste
di Redazione Tutto Napoli.net
fonte tuttonazionali

A ventiquattro ore di distanza dall'importantissimo successo dell'Italia under 17 contro l'Ucraina (vittoria per 2-1 raggiunta nel recupero) la redazione di Tutto Nazionali ha contattato telefonicamente l'attaccante esterno, classe '96, Gennaro Tutino, protagonista del match di ieri. Di seguito le parole dell'Azzurrino di proprietà del Napoli:

"Rispetto alla prestazione offerta contro la Croazia (0-0 nella 1a Giornata del Gruppo B, ndr) reputo d'aver giocato decisamente meglio, d'aver dato maggiormente il mio apporto alla squadra. Come ho vissuto il gol dell'Ucraina? In quel preciso istante stavo svolgendo la fase di riscaldamento, quando ho visto la palla terminare alle spalle di Scuffet (Udinese Calcio, ndr) ed è stato un brutto colpo psicologicamente. L'istante successivo però il CT (Zoratto, ndr) mi ha chiamato ad entrare in campo ed ho tramutato il rammarico in energia positiva per cercare di agguantare quantomeno il pareggio. Alla fine, in appena sette minuti (dal 75' all'80+3', ndr) siamo risuciti a compiere la rimonta. Il Mondiale? Era importante centrare anche questo traguardo. Esserci qualificati era un nostro dovere, ci siamo riusciti ma adesso pensiamo a questo Europeo. Dove pensiamo di poter arrivare? Mancano tre partite. Possiamo definirle tre finali. Dobbiamo vincerle tutte e tre per poter raggiungere il tetto d'Europa, da questo punto di vista non ci manca molto e possiamo giocarcela contro chiunque. Chi ci ha trasmesso questo carattere vincente che si riflette in campo? Sicuramente lo staff Azzurro, in particolar modo il CT Zoratto ed il suo vice Vanoli. Loro sono dei vincenti, sanno cosa occorre per vincere e ci stanno trasmettendo anche questo aspetto oltre alle nozioni tecnico-tattico. Il loro insegnamento più grande? Giocare e pensare come una squadra perché i singoli non vincono nulla da soli".