Da un lato la festa Champions del Napoli, dall'altro...
I 3 punti ottenuti grazie al 2-1 contro il Siena, con relativo raggiungimento di quota 78 punti in classifica, a un passo dal record di media punti all time, nonché i 72 gol segnati (miglior attacco della A), le 23 vittorie in 37 partite, le amichevoli di prestigio della prossima estate con PSG, Porto, Arsenal e Galatasaray, hanno interessato marginalmente i 52.000 del San Paolo, durante la festa Champions azzurri. Le parole di De Laurentiis che interessavano di più erano altre (comprese le ormai normali promesse di vittoria del presidente azzurro).
I tifosi hanno festeggiato un evento storico, come può essere un secondo posto, ma ora comincia il difficile: migliorare tale posizione in classifica e pure gli ottavi di Champions League, insomma vincere in Italia ed andare lontanissimo in Europa. Queste non sono ambizioni velleitarie dei tifosi azzurri, ma ambizioni sviscerate più volte dal presidente, quando rilevò dal tribunale la fallita società: i famosi 5 anni più 5. Ebbene, siamo al decimo anno. Pure è arrivato il momento di riscuotere quanto promesso. In che modo? Innanzitutto confermando i giocatori migliori, potenziando la rosa, ma soprattutto chiarendo per sempre la situazione Cavani: o resta, o va via e coi soldi della cessione più gli introiti per la Champions si costruisce una super squadra, cosa che se resta Cavani bisognerà ugualmente fare. Il Matador ha segnato 103 gol in 137 partite in azzurro, 28 in questo campionato (sarà il secondo capocannoniere di Serie A in ordine di tempo dopo Maradona), 37 reti in 42 presenze totali. Bastano questi numeri per ripartire da lui e costruirgli una squadra vincente?
E Mazzarri? Domenica contro il Siena sembrava un separato in casa. Niente incontro con De Laurentiis, poche indicazioni alla squadra in campo, un saluto finale di circostanza ai tifosi e poi lontano dai microfoni. Noi non lo prendiamo come un segnale d’addio. Non vogliamo prenderlo come tale. Dovrà essere lui a dire se parte o resta. Ma dovrà farlo. Anzi, avrebbe già dovuto. I tifosi lo osannano, lo ergono a protagonista numero uno dell’ultimo quadriennio azzurro. E lui che fa? Tentenna! Troppa paura di non migliorare o di non ripetere quel secondo posto meritatissimo. Allora forse meglio ripartire da chi è molto più in basso in classifica (Roma o Inter) e ripetere la cavalcata napoletana. Eppure aveva sempre detto di voler vincere col Napoli. Chi o che cosa potrebbe avergli fatto cambiare idea?
In tutto questo, nella stagione che va a finire, oltre 1 milione di innamorati del Napoli hanno assiepato il San Paolo (tra campionato, Europa League e Coppa Italia). Un dato che in Italia non è sfiorato nemmeno dalle tre solite big. E la loro passione va ripagata in questo modo? Non vogliamo crederlo. Infatti non sarà così. Nella stagione 2013-2014, chiunque sarà l’allenatore azzurro, qualunque sarà la formazione che scenderà in campo, De Laurentiis ha ora il più dolce grattacapo della sua vita: veder vincere il Napoli. Tanto, lo ha detto lui!
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