TMW - Cavani, le stucchevoli dichiarazioni di chi tiene famiglia
Edinson Cavani sarà senz'altro un uomo mercato dell'estate 2013, che partirà ufficialmente solamente fra una settimana, ma che di fatto - almeno nelle trattative - è già abbondantemente iniziata. I sessantatré milioni di clausola rescissoria rappresentano una dimensione più europea che non solamente italica, nonostante Fernando Torres - all'apogeo della sua brillantezza - costò di meno. L'uruguagio però è la stella principale, con Vidal e Balotelli, del nostro campionato ed è giusto che serva una proposta record. Dopo tutto se Real Madrid e Chelsea ci stanno pensando qualcosa vorrà pure dire.
Ciò che però appare stucchevole e probabilmente dannoso sono le continue dichiarazioni di chi gravita intorno all'uomo Cavani. Non tanto nei procuratori, che fanno il loro lavoro in maniera certosina, bensì nella famiglia che a ogni piè sospinto - e magari per i famosi 15 minuti di celebrità a cui alludeva Andy Warhol - spostano qui e là il Matador, come se fosse una figurina dai contorni indefiniti, ma che ha appiccicato un cartellino sull'orecchio, stile bue in allevamento.
Passi per il fratell(astr)o manager, Walter Guglielmone, che aveva fatto sapere che Cavani sarebbe rimasto a Napoli. Dopotutto gestisce gli affari - con quale tempo non si sa, poiché dovrebbe essere un calciatore - e potrebbe davvero avere voce in capitolo in un eventuale trasferimento. Poi incomincia a parlare il padre, Luis, che a Marca ha spiegato come il figlio voglia giocare nel Real Madrid, nonostante le offerte del Chelsea. Infine la madre, Berta Gomez, che svela i contatti con i Blancos - segreto di Pulcinella - e quelli con il City (Dzeko rientra nell'affare?) e fissa pure una deadline di 20 giorni per il futuro. Quindi a fine giugno si conoscerà la prossima destinazione del Matador napoletano. L'abbondanza di parole e di notizie sono però sinonimo di idee confuse, perché tre teste pensano differentemente rispetto a una. E sono francamente gettate al vento, siccome Edinson Cavani si è già esposto - e qualcuno lo ha pure tradotto malamente, provocando un piccolo cortocircuito - spiegando che ora ha la testa da un'altra parte. C'è una Confederations Cup da giocare, prima, e poi si penserà a chi tiene famiglia. Meglio dire: lui, in famiglia.
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