Napoli, il sacrificio di essere big

Napoli, il sacrificio di essere big
venerdì 29 agosto 2008, 18:45Rubriche
di Bruno Gaipa
Le prime 3 gare tra campionato e Coppa Uefa metteranno subito la squara di Edy Reja, di fronte alla propria nuova dimensione.

Inizia in leggera salita la stagione del Napoli.
Le prime 3 gare tra campionato e Coppa Uefa metteranno subito la squara di Edy Reja, di fronte alla propria nuova dimensione.
Iniziamo dal campionato. Domenica si va a Roma, e si incontrano i giallorossi che sebbene privi di Totti e Taddei, saranno più che mai, motivati a fare bella figura difronte al proprio pubblico per due motivi: su tutti per il compianto presidente, a cui la squadra vuole dedicare la sua prossima vittoria, e poi perché la sconfitta ai rigori contro l’Inter di Mourinho brucia ancora parecchio.
Non starà a guardare di certo il Napoli, che per la prima volta in questa stagione schiererà quello che molto probabilmente sarà l’undici titolare (eccezion fatta per Vitale, che pur giocando con grande personalità, dovrebbe essere il sostituto di Mannini sulla sinistra).
Poi ci sarà la sosta per gli impegni delle nazionali e si ritorna in campo il 14 settembre. Il Napoli avrà di fronte la Fiorentina di Prandelli, con il ritorno di Mutu a rendere ancora più ostico il primo appuntamento interno di questa stagione. 4 giorni dopo, arriva al San Paolo il Benfica. Primo appuntamento in giacca e cravatta. Terzo e ultimo atto di questo forcing iniziale che metterà a dura prova gli azzurri.
Pensare che tutto questo arriva a coronamento di un’estate in cui c’è stato un cambio di modalità di preparazione. I giocatori hanno riposato poco e lo hanno fatto per provare la strada Intertoto. La porta Europa è stata spalancata, ma ecco che difronte arriva la prima, vera e grande insidia: Il Benfica. Come se il destino avesse voluto battezzare il ritorno tra le big della squadra partenopea con una big vera. Stappando una Moet & Chandon. Anziché il solito spumante.
Come se la fortuna avesse voluto regolare i conti con gli azzurri e riprendersi ciò che precedentemente gli aveva concesso. Troppo agevole era sembrata la strada fin qui. Le poco temibili Panionios e Vllaznia sono risultate più compagne di preparazione tecnico-tattica per gli azzurri che reali ostacoli al ritorno tra le big d’Europa.



Ora si fa sul serio, ora che in gioco c’è la fase a giorni, e dunque la permanenza in Uefa e la visibilità internazionale fino a Natale, Lavezzi & co. dovranno affilare subito le unghie e graffiare. E bisognerà sacrificarsi molto. Tifosi, addetti ai lavori, calciatori, società, tutti avranno più lavoro e dovranno ottimizzare gli sforzi.
Ora che il Napoli è tornato sull’internazionale palco delle big , non deve lasciarsi sfuggire l’opportunità di lasciare il suo indelebile il marchio, portatore di storia, grande amarcord e un’impareggiabile passione.
Siamo big ed è un dato di fatto. Ma non perdiamo l’umiltà che ci ha permessi di risalire la china dall’inferno della C.
E’ la nostra nuova arma segreta.