Il triangolo non l'avevamo considerato...

Il triangolo non l'avevamo considerato...
mercoledì 3 marzo 2010, 13:55Notizie
di Arturo Minervini
Per Mazzarri si prospettano scelte difficili in attacco

Lui chi è? Si potrebbe iniziare così qualsiasi tipo di ragionamento sull’argomento che tiene banco in casa Napoli in questi giorni. In effetti ad inizio stagione German Denis “non l’avevamo proprio considerato” travolti dai botti del mercato e dall’arrivo di Fabio Quagliarella, quello dei gol impossibili e con il cuore partenopeo. Da lì tutti a sognare un duo offensivo con Lavezzi e l’attaccante di Castellammare. Poi scopri che il campo è fatto di sinergie, di compatibiità di fragili equilibri che non puoi né prevedere né controllare. La verità, se nel calcio ne esiste una, è che questa squadra è composta da una serie impressionante di giocatori atipici. Si pensi al buon Fabio che non è certo una prima punta secondo la terminologia classica, si pensi a Lavezzi attaccante che segna con il contagocce, si pensi ad Hamsik centrocampista che, dicono, non può fare il centrocampista (in coppia con un solo centrale) ma che senza dubbio non ha la velocità e dil guizzo del trequartista. Con tutto il rispetto il giocatore che più ricorda Hamsik è quel Frankie Lampard che da anni lotta in mediana e sfrutta la sua capacità di inserimento. Paradossalmente più in avanti gioca e più lo slovacco pare un giocatore, normale, prevedibile e controllabile. Ma questa è un’altra storia. In questo regime di anarchia e di invenzioni ti rendi conto che fino a che le gambe girano le cose vanno bene, perché prevale la qualità sull’ordine razionale. L’atipicità ha come tutto due volti e quando la condizione scarseggia mostra tutte le sue sfaccettature più inquietanti.

In questo contesto sbuca lui, German Denis, la normalità fatta calciatore. Ottimo fisico, buon senso della posizione e qualche incertezza sotto porta. Questo è il Tanque argentino, non un fenomeno, non uno da cui aspettarti la giocata improvvisa, il guizzo del campione. Ti garantisce quello che può, un confine sottile tra una palla sparata tra le gambe del portiere ed una infilata nell’angolino. Un confine che divide le critiche dalla gloria, il ripudio dall’acclamazione. Questa la sorte di Denis, osteggiato per gli errori in serie con Genoa ed Inter, invocato come titolare inamovibile dopo l’exploit contro la Roma. Mazzari negli ultimi giorni è stato chiaro su due punti fermi della gestione di questo finale: a) difficile ipotizzare il tridente b) giocheranno quelli più in forma. Ora se 1 + 1 fa sempre 2 si annunciano tempi duri per quelli davanti. Anarchia contro normalità. Talento contro determinazione… Qualcuno che quello lì “proprio non l’aveva considerato” potrebbe pentirsene…