Addio difesa a tre. Tanti saluti al lancio lungo ed al catenaccio. Poco utili gli attaccanti statici che poco si adattano anche alla fase difensiva. Questa l'eredità tecnico tattica che ci lascia il primo mondiale disputato in terra d'Africa. Il mondiale delle prime volte (Spagna), delle grandi delusioni (Italia, Francia) e delle squadre snaturate (Brasile, Argentina). Un mondiale che, come le sfilate dei grandi stilisti, delinea le nuove tendenze del calcio: ricerca costante del possesso palla, della profondità e della capacità di attuare al meglio le fasi della cosidetta "transizione" (il passaggio dalla fase difensiva a quella offensiva), spazio alla programmazione ed al lavoro sui vivai. Questa la ricetta di chi è riuscito a vincere. E chi vince fa sempre le cose giuste, dunque bisognerà aspettarsi che anche i club, inevitabilmente, adottino le filosofie di gioco che hanno dato i risultati migliori. Inevitabile il rimbalzo del pensiero in quel di Folgaria, laboratorio del Napoli 2010/2011. Inevitabile chiedersi in quale direzione andranno le idee di mister Mazzarri. Pensieri, uomini e moduli di un tecnico che è perfettamente consapevole di essere l'investimento principale, insieme al dg. Bigon, su cui il patron ha puntato la scommessa, scaricandosi in questo modo anche un bel pò di responsabilità. Dunque, non potrà fallire. E se nella scorsa stagione la necessità di una squadra costruita da un altro tecnico diventò virtù, stavolta Mazzarri avrà la possibilità di lavorare su una squadra a chilometri zero. I tempi e l'organico sembrano essere maturi per il passaggio definitivo ad una difesa a 4, con i due mediani a guardia del reparto. Più ampio il discorso dalla cintola in su: Quagliarella, Hamsik e Lavezzi, se propensi anche al sacrificio, potrebbero rappresentare l'ideale innesco per la famosa punta da doppia cifra. Un 4-2-3-1 di stampo squisitamente offensivo, che presupporrebbe condizione fisica costante e ricambi adeguati alla causa. Ma sopratutto necessiterebbe di quella mentalità vincente, che tenga alta la tensione e la propensione al risultato. In ogni partita, nessuna esclusa. Come se fossero tutte finali.
"I napoletani hanno risposto con il cuore ad una scelta, la mia, dettata dai sentimenti che provo per questa città. Il tempo non ha cancellato nulla, e per questo li ringrazio". Parole e musica di Diego Armanndo Maradona, che in un'intervista ad Il Mattino...