PElilLO...NELL' UOVO - Non siamo provinciali, siamo il Napoli

PElilLO...NELL' UOVO - Non siamo provinciali, siamo il NapoliTuttoNapoli.net
© foto di Giacomo Morini
mercoledì 21 luglio 2010, 17:00Rubriche
di Marcello Pelillo
Dai procuratori alla panchina lunga

Napoli guarda al futuro ad un mese dal ritorno in Europa. L’arrivo di Cavani, come vento sul fuoco del tifo azzurro, preoccupato fino ad una settimana fa. La maggior parte dei tifosi si è entusiasmata, forse un po’ troppo per un ottimo giocatore che deve ancora crescere per diventare un grande attaccante. Dalla sua ha, in ogni caso, l’età il combattente e grintoso Edinson. L’ età avanza, invece, per il Napoli di Aurelio De Laurentiis. La squadra azzurra si proietta verso una nuova crescita, forse lo step più importante. Bisogna lasciarsi alle spalle il provincialismo “forzato” dalle vicissitudini degli ultimi dieci anni e pensare da Napoli, da quarta piazza d’Italia per numero di tifosi. Il patron non vede l’ora di legare al suo club i tanti napoletani sparsi per il mondo e internazionalizzare il Napoli. Elemento trainante dovrà essere la squadra che si prepara ad abituarsi ai doppi impegni settimanali, europei e nazionali.

La società, con le direttive di mister Mazzarri, ha già le idee chiare in merito. Il tecnico vuole 21 o 22 elementi dello stesso livello e niente musi lunghi, c’è tanto da giocare. In tanti sognano di vedere insieme i migliori calciatori offensivi, ma uno dei passi da compiere verso la crescita va in direzione opposta. Una grande squadra, non provinciale, che lotta su fronti locali ed internazionali ha bisogno anche di una panchina adeguata e di cambiare spesso gli uomini. L’esigenza di vedere tutti gli attaccanti in campo non deve più appartenere a Napoli così come altri atteggiamenti respinti dal club. Una grande squadra non si fa prendere dal collo da certi modi di fare dei procuratori, come se i loro assistiti stessero a giocare con l’ultima squadra di provincia. Noi siamo il Napoli !, tuonava il presidente un anno fa all’indomani del botta e risposta a distanza tra De Laurentiis e l’agente di Lavezzi. Un’ impostazione che va oltre al valore del singolo e che serve per gettare le basi per il futuro, per dare un’ immagine adeguata al club, perché noi siamo il Napoli, non provinciali.