"I ragazzi desideravano tornare a vederlo. El Pocho voleva rivederli. Senza preavviso, in una normale giornata di giugno Ezequiel è stato tutta la mattinata al centro,nell’orario scolastico per i ragazzi, a preparare hamburger in griglia per dare una piacevole sorpresa al ritorno da scuola dei ragazzi per l’ora di pranzo.
Un cuoco di lusso. Il pocho desiderava un incontro diverso e ha pensato a tutto personalmente: comprare il carbone, gli hamburger, la preparazione del pranzo, i regali per i bambini.
Ezequiel stava aspettando che si appiccasse il fuoco, ma non sapevo che quel giorno, quel fuoco avrebbe lasciato un sorriso acceso nel cuore di ogni bambino.
Lo shock è stato grande,la gioia più grande ancora. Gli occhi dei bambini brillavano come delle luci. Poco a poco la timidezza ha ceduto alle emozioni e alle espressioni di affetto.
Attraverso gli hamburger, le partitine di calcio, le corse attorno al cortile, le parole, i sussurri, i regali reciproci e soprattutto l’amore, è stato così che il 17 giugno si sono incontrati di nuovo. Hanno condiviso il pomeriggio giocando insieme, ridendo e facendosi le coccole. I bambini erano felici perché il Pocho era lì per loro a guardarli, abbracciare e dare loro un sorriso.
I bambini e preadolescenti, che sono molto timidi ma anche speranzosi gli hanno detto delle cose apprese in questi mesi, quello che gli piaceva di più in ansur e gradualmente alcuni hanno fatto domande sulla sua vita privata, il mondo e alcuni aneddoti.
Poi c’è stato il momento dei doni che avrebbero voluto consegnargli a maggio, e inconsapevolmente ri-spostare il Pocho. Un mese fa, i bambini avevano disegnato, dipinto e scritto con grande determinazione e dedizione delle lettere per Ezequiel per gli auguri del suo compleanno. Era ora di mostrarglielo. Ognuno è venuto e gli ha dato i suoi messaggi di testo, il Pocho ha ricambiato con un sorriso enorme. Molto comosso per il bellissimo gesto,li ha invitati a farne tesoro sottolineando l’importanza di lottare per i propri sogni: “Se hai un sogno, portalo avanti, perché nulla è impossibile.” È stato un momento di grande emotività e commozione.
El Pocho aveva portato anche altre cose: come tre palloni autografati che sono stati motivo di finte, dribbling e passaggi. In un clima di complicità e di rumore si è giocato a “prendere la coda al topo”. I ragazzi felicissimi. Ezequiel, un altro bambino che si è divertito a giocare alla pari con tutti i ragazzi in mezzo a questo frastuono tra i Giovani pieni di risate e di entusiasmo che sono espressioni della gioia di vivere.
C’è stato anche uno spettacolo. I bambini che hanno mostrato due lavori coreografici, preparati con il coordinamento del “segno” Stella Maris nel laboratorio di musica e Body Art: un musical basato sulla canzone “argentini” e di altri brani relativi ai Mondiali del Sud Africa 2010.
Nel tardo pomeriggio, Ezequiel ha detto addio, dopo aver salutatoad uno ad uno i ragazzi, che hanno chiesto collettivamente di tornare da loro prima di partire per l’ Italia perché ancora una volta, per esser presi nuovamente in giro, per trascorrere più tempo con lui e esprimere la loro gioia di esser parte di Ansur.
Nel tardo pomeriggio, Ezequiel ha detto arrivederci, dopo aver salutato ad uno ad uno i ragazzi, che hanno chiesto collettivamente di tornare da loro prima di partire per l’ Italia perché ancora una volta, per esser presi nuovamente in giro, per trascorrere più tempo con lui e esprimere la loro gioia di esser parte di Ansur".
Che la tessera del tifoso avrebbe portato cambiamenti importanti in questo campionato, era nell’aria. Che potesse andare tutto bene sotto il profilo dell’ordine pubblico, e che gli stadi tornassero a riempirsi con un incremento notevole rispetto alla prima giornata...