Una buona notizia: il Napoli non è più solo in trasferta
Che la tessera del tifoso avrebbe portato cambiamenti importanti in questo campionato, era nell’aria. Che potesse andare tutto bene sotto il profilo dell’ordine pubblico, e che gli stadi tornassero a riempirsi con un incremento notevole rispetto alla prima giornata dello scorso torneo, era difficile prevederlo.
SI TORNA IN TRASFERTA – La novità più grande è sicuramente la riapertura in tutti gli stadi del settore ospite. Dopo un momento d’empasse iniziale, è stato consentito a tutti i tifosi, anche quelli provvisti di una semplice ricevuta provvisoria (come i sostenitori di Lazio e Napoli) di poter seguire le rispettive squadre del cuore impegnate fuori casa. La realtà partenopea è stata come al solito sovrastante, e ha raccontato di un Franchi in cui si stagliava agli occhi di tutti un’enorme macchia azzurra in una marea viola. Il settore ospiti dello stadio fiorentino era gremito dal calore e dalla passione di due mila napoletani che si sono comportati in maniera ineccepibile. Nessun problema durante il tragitto da Napoli a Firenze, anzi massima collaborazione tra i sostenitori azzurri e le forze dell’ordine, che hanno creato una sorta di check point al casello di Caserta Sud, fermando e controllando auto e l’unico autobus organizzato diretto in Toscana. Nessun fumogeno, nessuno striscione offensivo, nessuna arma contundente trovata dagli agenti della Digos di Napoli, che dopo aver filmato e controllato documenti, tessera e biglietto di ogni singolo tifoso, hanno dato il via libera alla partenza. Tutto è filato liscio anche sull’autostrada e negli autogrill, spesso teatri di tragedie e scontri. All’arrivo a Firenze, nuovo controllo da parte delle forze dell’ordine, con annesso episodio divertente. Un ispettore sale sull’autobus, e sorpresa…è napoletano! Dopo una constatazione che la dice lunga (“Non sono abituato ad avere a che fare con bravi ragazzi come voi”), il via libero per l’arrivo allo stadio. Dove, una volta dentro, accade la magia. Nessun lancio di oggetti, niente fumogeni, ma solo cori, tanti sfottò, e la contestazione all’ex attaccante del Napoli (“Quagliarella pezzo di …”). La gioia al gol di Cavani, la delusione dopo quello di D’Agostino, la considerazione di avere una buona squadra che va facendosi sempre più forte. L’invito dello speaker a rimanere ai propri posti finchè non sarà dato il via libera all’uscita dallo stadio: e anche in quei quaranta minuti circa, in cui solitamente alcuni davano libero sfogo alle proprie intemperanze, non è accaduto nessun episodio spiacevole.
VANTAGGIO - Il Napoli dunque potrà contare sull’affetto dei propri tifosi anche fuori casa per questo campionato, dopo il divieto assoluto di trasferta di due anni orsono, e quello quasi assoluto dell’anno scorso. Questa non può che essere una buona notizia, che di fatto procurerà un vantaggio notevole agli azzurri. A fronte di undicimila tessere sottoscritte, domenica al Franchi erano presenti in duemila. E’ facile immaginare che con un Napoli lanciato verso traguardi prestigiosi, si possa tornare a vedere gli esodi di massa che fecero scalpore a fine anni ’80, quando il Napoli dettava legge in Italia e in Europa.
PIU’ SICUREZZA - Le istituzioni del calcio hanno salutato con favore quanto accaduto durante la prima giornata di campionato. Nessun incidente, e un aumento considerevole degli spettatori presenti negli stadi italiani rispetto alla prima giornata dello scorso torneo. Questo dato induce ad una considerazione. Senza voler entrare nel merito della questione tessera del tifoso (osteggiata duramente dagli ultras italiani soprattutto per la retroattività relativa alle pene da scontare che impedisce a molti di loro di dotarsene), i tifosi “normali” - quelli ossia che non appartengono ad alcun gruppo organizzato, ma che non per questo vanno considerati sostenitori di second’ordine, anzi - sentono forte il bisogno di una sicurezza che prima non c’era. E che magari d’ora in poi, piano piano, potrà fare si che gli stadi italiani tornino ad essere un luogo sicuro e a riempirsi di bambini, donne, famiglie. Tutto il movimento calcio ha un maledetto bisogno che questo accada.
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