Dalla Bona: "Col Napoli avevo iniziato bene, poi non sono stato più ritenuto utile"

Dalla Bona: "Col Napoli avevo iniziato bene, poi non sono stato più ritenuto utile"
giovedì 2 settembre 2010, 18:21Le Interviste
di Salvio Passante
Samuele Dalla Bona, ormai ex centrocampista partenopeo, ha rilasciato alcune dichiarazioni in conferenza stampa

L'ex centrocampista del Napoli ora all'Atalanta, Samuele Dalla Bona ha rilasciato alcune dichiarazioni in conferenza stampa. Ecco quanto riportato da TuttoAtalanta.com:


 ZINGONIA - Un altro girovago al rendez-vous con la base atalantina, ad aggiungersi al cavallo di ritorno Christian Raimondi. Ma Samuele Dalla Bona, nella sua già lunga carriera da zingaro della sfera di cuoio, dopo aver spiccato il volo dal vivaio di Zingonia prometteva di attingere vette planetarie. Chelsea, Milan e Napoli le sole tre squadre che si sono accaparrate nel tempo i diritti sul suo cartellino. La fuga verso il fumo di Londra diciassettenne, un esordio in Champions all'alba del terzo millennio, la stessa coppa vinta in rossonero del 2003. Poi, una lunga teoria di prestiti, dal Bologna al Lecce, dal Napoli (attuale proprietario) al Verona in Lega Pro, passando per l'Iraklis. E ora, la possibilità di esordire in prima squadra grazie alla cessione a titolo temporaneo, con diritto di riscatto. Il biondone di Portogruaro e la Dea, una storia d'amore che rinasce nella nuova era percassiana che punta alla risalita al piano di sopra del pallone tricolore.
Allora, Sam. Avresti mai pensato di poter essere qui, all'inizio dell'estate?

"E' un'occasione capitata all'improvviso e l'ho sfruttata senza ripensamenti. Oggi è un giorno sicuramente particolare, ma torno in punta di piedi. Undici anni di assenza sono tanti, finalmente sono a casa. Ritrovo un compagno dei tempi della Primavera come Bellini, un grande. Ricomincio con entusiasmo".

Il popolo nerazzurro sarà curioso di sapere com'è andata davvero. In quel lontano 1998, che accadde veramente?

"Nulla di particolare. Mi aspettavo che la dirigenza di allora mi facesse un contratto, e visto che non si raggiunse l'accordo accettai l'offerta del Chelsea".

L'Atalanta non ha avuto avversari nell'assicurarsi le tue prestazioni?

"Il Verona non mi ha riscattato dall'ennesima cessione a titolo temporaneo, quindi ho affrontato la preparazione estiva con il Napoli aspettando notizie. C'è stato anche un pour parler con la Triestina, niente di che. Poi al calciomercato ho visto Luca Percassi (suo compagno di "fuga" a Londra e attuale Amministratore Delegato, NdR) ed eccomi a Bergamo. Non scrivete però che mi ha portato lui, nel lavoro l'amicizia conta fino a un certo punto".

La tua carriera non è mai decollata veramente. Se fossi rimasto dove sei cresciuto come calciatore, avresti avuto più possibilità di metterti in mostra ai tuoi livelli?

"Dopo l'anno e mezzo positivo al Napoli, con la promozione della serie B, evidentemente non sono stato più ritenuto utile alla causa. Non è che prima le cose mi fossero andate così male... Ho girato un po' l'Europa, Ma sono prontissimo a dire la mia senza alzare la cresta. Non parto titolare e non mi faccio illusioni, il posto dovrò sudarmelo".

Cosa ne pensi della nuova Atalanta?

"Ho subito trovato un grande entusiasmo, lo stesso sentimento che ho provato io non appena ho rimesso piede in questi luoghi così familiari. Ci sono quasi sedicimila abbonati, davvero incredibile. L'ambiente è carico e riguadagnare la serie A è l'ultimo dei problemi: anzi, si potrebbe parlare di certezza, vista la forza dell'organico".

Hai riabbracciato Mino Favini, il tuo mentore.

"E' un po' il papà di tutti noi. La persona che ho rivisto con più piacere, mi scelse all'epoca e mi fece crescere anche come uomo. Dire che gli devo molto è il minimo".

S.P