Pratico, lucido, corsaro dopo 43 anni!
Il Palermo è squadra che gioca e ti fa giocare, ed infatti partono forte, ma è Cavani 3 volte di testa (troppe) che sfiora il vantaggio nei primi 20’.
Con l’assenza del Pocho ci vorrebbe il miglior Dossena o Maggio dall’altra parte per servire il Matador, e il miglior Pandev con le sue giocate improvvise. Ma non bisogna sprecare, guai a rivedere quei cross orribili a ripetizione sul portiere che esaltarono una Roma cinica al San Paolo. CI piace rivedere un Gargano che, con più sicurezza prova il tiro dalla distanza. Il Palermo imprendibile tra le mura amiche, vive una crisi psicologica, isterica, degna del suo effervescente presidente che in panchina preferisce al rampante, giovane e ambizioso Mangia, un “mammut” della panchina come Mutti che nulla ha a che fare col gioco spumeggiante voluto da altri allenatori mandati via dal fumoso imprenditore veneto. Ilicic è assenza importante tra le fila rosanero, respiro in più per Inler e Gargano in mezzo al campo.
Il Napoli passa al 35° con Pandev, è una replica perfetta,( la stessa girata e la stessa esecuzione) del goal contro la Juve, un marchio di fabbrica del Macedone, che manca il raddoppio poco dopo, e fa suo un palo nella ripresa. E’ bello rivederlo padrone dell’area di rigore dopo intere partite succube di modesti difensori. Si muove bene Hamsik , lavoro umile e oscuro, da lui vorremmo più qualità che quantità, ma la sua applicazione tiene alto il Napoli .
Fantastico anche il raddoppio azzurro nella ripresa dopo 9 minuti, palla a giro direttamente nel sette dell’ex Cavani che sfoga l’esultanza nascosto tra le braccia dei compagni. Poco dopo al quarto d’ora duetto Inler-Hamsik tocco sotto del primo a servire lo slovacco,dribbling secco a scartare gli avversri e palla in rete, e un fantastico 3 a 0 che da seguito alla goleada contro il Genoa prima della sosta.
Da quanto volevamo vedere un Napoli così? Lo avevamo invocato alla vigilia: cinico, pratico, elastico, sicuro dei suoi mezzi tecnici, una rotazione efficace del pallone col Palermo che lascia spazi ma ha anche la voglia di rendersi pericoloso dalle parti di De Sanctis, ma stasera i 3 tenori della difesa sono in palla come gli attaccanti azzurri.
Curioso e fortunatamente inutile il goal dell’1 a 3 segnato di testa dal piccolo Miccoli, il solo a provare giocate pericolose.
Si torna a vincere in trasferta dopo un bel po’. L’operazione rimonta continua, la classifica si spacca, ora ci sono 7 squadre che hanno voglia di giocarsi qualcosa di serio. La Juventus, le 2 milanesi, le 2 romane, e l’immensa e commovente Udinese.
E ovviamente questo ritrovato Napoli che sta per mettere sul tavolo da gioco il giovane Vargas. Se la pedina è quella giusta, i tifosi azzurri avranno di che divertirsi, con un calciatore che ama le magie, ama i gol impossibili, cose che al San Paolo la platea era abituata a vedere da ben “altri piedi”, ma nel calcio i corsi e i ricorsi sono sempre dietro l’angolo.
Ora tocca a Mazzarri plasmare al meglio i suoi ragazzi sul terreno di gioco esaltando come da fa da sempre le doti di calciatori che vedono la porta, lui che, tanti di questi ha rimesso a nuovo riportandoli agli onori della cronaca.
E’ più roseo il futuro azzurro, almeno fino a fine Febbraio, quando tornerà quella donna fatale chiamata Champions, che ha fatto perdere la testa a tutti. Il calendario da qui alla fine del girone di ritorno strizza l’occhio agli azzurri, proprio contro quelle piccole che gli hanno rovinato il morale e un pò la reputazione, ma c’è tempo per rimediare vero…Vargas?
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