NAPOLI, È "SOLO" QUESTIONE DI FATTURATO E LE PAROLE DI DE LAURENTIIS...
Si è fatto un gran parlare, sin troppo, delle dichiarazioni di Mazzarri dopo la gara col Siena e si sta facendo lo stesso con la sfuriata di De Laurentiis dopo la gara con l'Inter. Mettiamoci d'accordo: evitiamo di essere permalosi e interpreti letterali delle parole e andiamo al succo delle questioni. Innanzitutto Mazzarri. Ho detto, anche a Radio Marte, che non ho condiviso per nulla l'equazione del tecnico, ovvero monte ingaggi uguale classifica in serie A. Non sono d'accordo, ma il tecnico è stato messo alle strette dai colleghi di SKY e, come talvolta gli accade, ha peccato in comunicazione. Nel merito però non è lontanissimo dalla realtà. Tuttavia allargherei il discorso: è evidente che il Napoli non può competere (per ora) con Milan, Juventus e Inter per una mera questione di fatturato. I rossoneri fatturano 230 milioni l'anno, 220 i nerazzurri, 205 i bianconeri, senza contare i milioni di diritti tv incassati negli ultimi 20 anni ogni stagione, a fronte del Napoli, che gode di alti introiti tv (e comunque troppo inferiori ai club del Nord) da 5 anni, da quando è tornato in A. Quest'anno, grazie alla Champions, il club azzurro arriverá probabilmente a 110-120 milioni di fatturato. La differenza è ancora notevole e la strategia della società, rispettosa del fair play e votata all'autogestione finanziaria, non consente voli pindarici ma una continuità vincente negli anni e nel prossimo futuro. L'organico del Napoli, inoltre, è secondo me inferiore certamente alle tre del nord e forse anche a quello della Roma, che gode, come altre società, di decenni di introiti tv. Il Napoli dunque è da considerare la quinta squadra in serie A, con Lazio e Udinese (modello di societá a bassi costi ed ad alta competitivitá) che la tampinano. È ovvio che le equazioni matematiche nel calcio non sempre funzionano, è evidente che se il Napoli riesce ad acquistare giocatori molto forti a cui riconosce stipendi non troppo alti è un merito e non un limite, è evidente che se la banda di Mazzarri si dimostra sul campo più forte della Juventus (come è accaduto lo scorso anno) merita il terzo posto. Tutto il resto è chiacchiericcio. I tifosi del Napoli meritano di poter competere per lo scudetto, ma questo avverrà a suo tempo. Il compito di una critica costruttiva è evidenziare le eventuali falle del progetto, sottolinearne gli errori e i meriti, spingere e «vigilare» affinché la politica societaria resti vincente e ambiziosa come lo è stato sinora. Non invece paventare fallimenti o tenere i fucili puntati alla prima occasione utile (e negativa per il Napoli). E veniamo alle parole di De Laurentiis, eccessive e inopportune solo nella forma. È evidente che il presidente è arrivato in sala stampa infastidito per alcune critiche velenose e per certe insinuazioni. Poi, si sa, il patron è uomo dal carattere esplosivo, vulcanico, uscite del genere non sono rare e non sará l'ultima quella di mercoledì notte. Al netto della forma che può (mi rendo conto) aver offeso qualcuno, De Laurentiis non ha detto affatto idiozie. Il Napoli dal 1991 al ritorno in serie A del 2007 ha disputato appena 8 campionati di serie A su 16 stagioni, ha conosciuto l'onta della retrocessione in B con il minimo storico di punti nel 1998 (14) e il dramma (sportivo) del fallimento. Ora è di nuovo protagonista in serie A, ha ottenuto un terzo posto e la qualificazione in Champions. Per non parlare della città, nella quale non funziona davvero (e purtroppo) nulla. Sono dati oggettivi che fanno male e che non tengono conto della prestigiosa storia più lontana del club, ma è la dura realtà e bisogna accettarla, al netto della permalosità di ciascuno di noi e se si fa un'analisi senza partire da posizioni pregiudiziali, di chi è contro o a favore di De Laurentiis a prescindere.
I tifosi, ovviamente, non sono obbligati a mantenersi sempre sul filo dell'equilibrio, possono sognare e arrabbiarsi senza soluzione di continuità, purché siano in buonafede e civili. Ed ora sotto con il Genoa, con la rabbia di chi è offeso e la voglia di chi vuole dimostrare che la vittoria sull'Inter non è stata casuale.
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