Maradona o Messi? Diego superiore perchè "limitato"

Maradona o Messi? Diego superiore perchè "limitato"TuttoNapoli.net
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
martedì 13 marzo 2012, 17:00Notizie
di Redazione Tutto Napoli.net
fonte Angelo Forgione - Movimento V.A.N.T.O. (Valorizzazione Autentica Napoletanità a Tutela dell'Orgoglio)
Mobilità ridotta e tossicodipendenza. Se fosse stato al 100%?

Il paragone tutto argentino tra Messi e Maradona è ormai esploso. Lionel ha sbaragliato la concorrenza a suon di goal e magie con cui si è già assicurato un posto tra i grandissimi di tutti i tempi, e con una carriera ancora tutta da completare. Già l’aver innescato un simile dibattito è un suo gran merito, però un tale confronto non solo è di difficile decifrazione ma potrà essere sviscerato solo quando il fuoriclasse del Barcellona appenderà le scarpette al chiodo. Sta di fatto che già da ora l’Argentina e il mondo intero cominciano a chiedersi con maggiore insistenza chi dei due assi sia il più forte.

Una cosa è certa: Messi è certamente più incisivo di Maradona in fase realizzativa ma nel complesso Diego era una buona spanna al di sopra per decisività e per genialità. Perchè? Perchè è lui che, venendo via da Barcellona, ha fatto grande un Napoli mediocre portandolo al vertice del calcio nazionale e internazionale. Perchè è lui che ha vinto un campionato mondiale sostanzialmente da solo. A Messi tutto questo, al momento, manca.

Immaginiamo che oggi Lionel lasci il comodo e ricco Barcellona e si trasferisca al Cagliari (paragonabile al Napoli del 1984) che, mettendogli vicino degli ottimi calciatori e non dei fuoriclasse assoluti, vinca lo scudetto in tre anni in un campionato territorialmente spaccato in due da sempre. È questo quello che ha fatto Maradona lasciando la Catalogna per Napoli. Immaginiamo che Messi diventi decisivo in nazionale come non lo è mai stato, a tal punto da vincere un mondiale praticamente da solo. È questo quello che ha fatto Maradona nel 1986.

È inconfutabile che Maradona abbia fatto il Napoli campione d’Italia e d’Europa e l’Argentina campione del mondo. E l’ha fatto su una magica gamba sinistra che aveva perso il 30% di mobilità, molti se lo dimenticano, dopo l’operazione chirurgica per salvargli la carriera messa a rischio dall’entrata killer di Goicoechea. E la memoria corta fa dimenticare anche la cronica patologia del “pibe de oro”, la lombalgia che lo costringeva a continue e logoranti infiltrazioni di cortisone con cui spesso andava in campo. Come se non bastassero gli handicap fisici, Maradona limitò se stesso con la sua tossicodipendenza, nata a Barcellona e trascinata ben oltre la fine della carriera. Quando riuscì a tenerla a bada dimostrò al mondo che poteva scendere in campo con 10 controfigure e vincere una Coppa del Mondo. Pensiamo allora a un Diego con la gamba al 100%, senza mal di schiena, lontano dalle droghe e “regolare” come Messi. Solo così conciato poteva risultare umano e avvicinabile, mantenendo fede alla sua natura di genio anticonformista inviso ai potenti del calcio e ai suoi avversari che per fermarlo puntavano alle sue gambe; Maradona non era né rispettato né tutelato (come lo è invece Messi) ed era un capopopolo per due popoli: gli argentini e i napoletani. “Ripagati” i primi dopo che gli inglesi gli avevano rubato le isole Malvinas, “ripagati” i secondi dopo aver capito che i settentrionali gli avevano rubato la dignità.

Messi, pur col 100% delle sue capacità fisiche e con la sua immensa classe, non ha fatto il Barcellona, zeppo di fuoriclasse e plasmato da Guardiola, l’allenatore catalano più vincente di sempre. Anzi, si può dire che sia più Messi ad essere stato fatto dal Barça, il club che ha creduto nelle sue qualità garantendogli assistenza sanitaria quando, in età preadolescenziale, era effetto da un disturbo della crescita. Lo ha fatto crescere nella sua “cantera” e lo ha reso il più brillante gioiello tra i tanti gioielli. Messi lo sa ed è per questo che è grato al Barcellona che è la sua casa, il suo club.

E allora stop ai paragoni. Sono solo un gioco per soddisfare chi vuol dare allo show-business un nuovo re, un nuovo idolo massimo per i tempi moderni. Diego è ancora il più grande, un calciatore che sfidava e batteva le leggi della fisica e della logica, che sfidò e sovvertì la questione meridionale nel calcio. Un calciatore che va ben oltre il football. Ne riparliamo semmai tra una decina d’anni.