Marino, Club Napoli Montecatini Terme: "Ho chiamato il 118 per Ciro, non c'era nessun poliziotto a Tor di Quinto!"
Questa riportata è la testimonianza di Salvatore Marino, presidente del Club Napoli Montecatini Terme, giunta via mail, a proposito del trattamento riservato ai tifosi napoletani sabato sera a Roma. Senza filtri, riportiamo quanto ricevuto: "Arrivati nei pressi di Roma, come ci è stato comunicato proseguiamo verso Roma Est dove troviamo qualche macchina della polizia; ci fermiamo, e ci dicono che era appena partito un cordone di bus per lo stadio e che se ci sbrigavamo lo avremmo raggiunto: così facemmo. Raggiunti gli altri bus li seguiamo notando che questo lungo cordone non aveva una vera e propria scorta, ma solo una guida. Giungiamo in via Tor di Quinto, credo che si chiami così la strada, e a un certo punto non si cammina più, chiamo mio fratello che era da poco arrivato li in macchina per incontrarci, e mi dice che a piedi sta andando allo stadio. Dopo notiamo dal bus del fumo e immaginiamo che ci sono incidenti, preoccupato per mio fratello il quale mi stava facendo quella strada, scendo dal bus e vado a vedere cosa sta succedendo, avvicinandosi noto un ragazzo a terra e altri intorno che cercano di rianimarlo, sembrava morto, non dava segni di vita. C'era parecchia agitazione, chiedo cosa sia successo, in quanto dal bus si era visto solo del fumo, e un ragazzo mi dice che un romano ha sparato al ragazzo. In quel momento, non c'era un solo poliziotto, ne arrivano due in borghese e un carabiniere a piedi, allora decido di chiamare il 118: al telefono dico all'operatore del ragazzo che è grave e che sembrava più morto che vivo, lui mi chiede l'indirizzo e io guardandomi intorno vedo il cartello "Parco Tor di Quinto 57/B" e lo comunico, dicendo loro di sbrigarsi. Dopo molto tempo arrivano i soccorsi, non so quanto tempo sia passato, ma sembrava parecchio tempo e poi in quei momenti anche i secondi sembrano ore. Arrivata l'ambulanza lo caricano il più presto possibile sul veicolo, dove salgono anche due persone, credo che erano i cugini del ragazzo ferito. Dopo che è successo tutto questo, torno nel bus credendo che ci portassero allo stadio, invece inspiegabilmente un poliziotto in borghese ci comunica di andare a piedi e che erano circa 2 km. Arrivati allo stadio, non senza preoccupazione avendo con noi donne bambini e un disabile, troviamo il settore Distinti Nord Ovest con i cancelli chiusi, chiediamo ai poliziotti se avessero aperto o dove era l'entrata ma nessuno sapeva niente, gente che scavalcava i cancelli, c'era un caos totale. Tornammo all'ingresso della curva nord ed entrammo da lì, dopo ci dirigemmo verso il nostro settore Distinti Nord Ovest, dove c'era un ammasso di gente pazzesco perché su cinque tornelli ne funzionavano due, e con molta difficoltà siamo entrati.
Concludo dicendo che l'organizzazione faceva letteralmente schifo e che se è successo quello che è successo, è solo colpa degli organizzatori, ma con quello che ho visto scrivere sui vari social network la colpa è dei napoletani come sempre. In Italia è stato e sarà sempre così, i colpevoli non ci sono mai o sono chi fa a loro comodo, deve finire questa storia contro i napoletani ci strumentalizzano in ogni occasione e questa è una delle tante. Sanno dire solo balle sia in TV che sui giornali, per loro tutta l'attenzione doveva essere girata su Genny la carogna e così è stato, facendo perdere alla gente il vero motivo è causa di tutto, l'organizzazione ed il menefreghismo delle autorità".
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