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Ecco il vero top-player del Napoli! La nuova filosofia di Mazzarri per un Napoli che è sempre più suo. Si sgretolano i titolarissimi ed il Napoli può spiccare il volo senza il parigino ed il suo 80%

Nato a Napoli il 23/06/1989, direttore editoriale di Tutto Napoli.net e redattore di TuttoMercatoWeb.com. Twitter: @antonio_gaito
03.09.2012 13:10 di Antonio Gaito Twitter: @antonio_gaito  articolo letto 18469 volte

Sarà durissima battere questo Napoli. Dopo una vittoria come quella di ieri non possiamo non riproporre quanto scrivemmo già dopo la sfida di Pechino. E' impossibile fare previsioni sulla stagione viste le tante componenti che determineranno il risultato finale, ma quello che si può far notare in questo momento è la solidità di una squadra, nell'accezione più pura del termine, costruita ad immagine e somiglianza del suo allenatore e che è pronta per la completa maturazione, dal punto di vista tecnico e dell'esperienza. "Questa partita l'anno scorso l'avremmo pareggiata, o persino persa" si ripete da più parti, a dimostrazione che, pur avendo perso due giocatori che da anni erano pedine fondamentali nello schieramento di Mazzari e non avendo fatto un mercato all'altezza, almeno dal punto di visto del dispendio economico, la squadra è superiore a quella della scorsa stagione. Con buona pace delle vedove di Lavezzi che ancora ripetono "è l'80% del Napoli" o "spacca le difese avversarie" senza considerare che l'anno scorso il Napoli fallì proprio con le medio-piccole che spesso bloccarono gli azzurri portandosi via dal San Paolo il pareggio. La Fiorentina ieri avrebbe messo in difficoltà chiunque ma gli azzurri, da grande squadra, hanno saputo soffrire nel primo tempo (anche per questo sono in disaccordo con i voti negativi per Behrami che ha fatto un lavoro oscuro importantissimo), non rinunciando comunque a spingersi in avanti, per poi far propria la gara sue due palle inattive, ma alla fine creando molto di più rispetto ai viola con una manovra imprevedibile, senza punti di riferimento, da destra a sinistra o viceversa. Merito anche di Mazzarri che ha ideato una linea di combattenti a centrocampo per arginare la qualià di palleggio del centrocampo della Fiorentina che alla fine, nonostante il bel primo tempo, ha chiuso soltanto col 55% di possesso palla. Del resto il tecnico partenopeo lo aveva detto, senza troppi giri di parole, già alla vigilia: "Non dovremo far giocare la Fiorentina. E' una squadra che, se lasciata giocare, può metterti in difficoltà con la qualità che ha in mezzo al campo". Altro miglioramento della squadra è sulle palle inattive. Pur non essendoci schemi che danno nell'occhio - proprio come quelli di Montella, sin dall'esperienza al Catania - c'è tanto Mazzarri nei due gol visto che ha provato tanto, sin dal ritiro, gli inserimenti sulle palle tagliate di Insigne dalle zone laterali che mettono letteralmente in crisi la difesa avversaria, a differenza della scorsa stagione con tante palle troppo corte o troppo forti, troppo basse o troppo alte, su cui spesso scattavano i contropiedi avversari. Non casuale neanche il posizionamento dal limite di Dzemaili, pronto a sfruttare la respinta della difesa, per fermare una eventuale ripartenza o, come accaduto ieri, per provare il tiro. 

La nuova filosofia di Walter Mazzarri, ripetuta tantissime volte sin dal ritiro, sta iniziando a portare i suoi frutti. Molti erano dubbiosi, altri lo sono ancora, ma anche la gara di ieri ha dimostrato che il Napoli è cresciuto nei doppi ruoli e che ci sarà un maggiore turn-over e ben pochi elementi potranno sentirsi titolari inamovibili. Diversi giocatori, invece, al secondo anno a Napoli sono in rampa di lancia: chi a causa di un inizio con un infortunio, come Britos - ma anche Donadel ha voglia di tornare a buoni livelli - e chi invece come Dzemaili per problemi iniziali d'ambientamento e paure nell'imporsi in una grande piazza come lui stesso ha svelato qualche settimana fa. Sarà dura battere questo Napoli anche quando ci sarà l'impegno infrasettimanale in Europa League. La squadra, lo abbiamo visto nella scorsa stagione, per caratteristiche tecniche e fisiche si esprime ai suoi livelli solo quando al top della condizione, ma quest'anno potrà arrivare alle gare post-Europa League al massimo delle energie e della concentrazione visto che, come detto, il miglioramento nei doppi ruoli è stato netto. Se Aronica lo scorso anno ha disputato una Champions da protagonista, insieme a Fernandez ed all'esperto Gamberini rappresenteranno la difesa di una sorta di Napoli 2 che si farà valere anche in Europa, e che permetterà a quello titolare di scendere in campo in campionato al 100%, quasi come se non avesse una seconda competizione da disputare. Così come a centrocampo o sugli esterni con Dossena e Mesto, ed in attacco, con Insigne che si riaccomoderà inizialmente in panchina con il ritorno dai due turni di squalifica di Pandev. Potrà ritagliarsi un ruolo importante anche Omar El Kaddouri. Il talentuoso trequartista, dopo un normale periodo di ambientamento e di lavoro fisico personalizzato, nelle idee di Mazzarri è il giocatore che potrà far respirare Marek Hamsik quando Dzemaili - visti i quattro centrocampisti per due maglie, forse un pò pochi- sarà necessario sulla linea mediana e non in posizion avanzata. "Marek è talmente intelligente che un suo spostamento può mettere in crisi la squadra avversaria e ci permette di cambiare tre moduli. Trequartista, mezz'ala, seconda punta, può fare tutto e le squadre avversarie fanno fatica a controllarlo. E' un giocatore - ha detto Mazzarri alla vigilia della gara con la Fiorentina - che può fare grandi cose se è lucido, ma dobbiamo fare in modo che non possa perdere questa lucidità. In passato è stato spremuto, perchè non mi fidavo di chi poteva sostituirlo, ma quest'anno può essere diverso. Devo essere bravo nel dosare le sue forze"

Era evidente, quando la sua riconferma era ancora in bilico, che un Napoli da vertice, al di là del mercato, passasse dalla permanenza di Walter Mazzarri. E' lui il vero acquisto del Napoli, il top player tanto agognato in giro per fare il salto di qualità. Lo dimostra anche l'attuale campionato con l'impatto altalenante delle squadre che si sono ricostruite da zero cambiando allenatore, mentre altre invece stanno riscontrando i primi problemi con la guida tecnica dopo cessioni importanti che hanno messo a nudo le poche idee nell'organizzazione di gioco o altre che hanno rimediato alla partenza lenta con qualche aiutino arbitrale. Dopo due giornate non si possono stilare griglie o tabelle, probabilmente neanche dopo cinque o dieci partite, ma l'inizio del Napoli lascia ben sperare visto che la squadra, come detto, ha sopperito senza risentire minimamente dei due-tre cambi in quello che l'anno scorso era il gruppo dei titolarissimi e che quest'anno si sta sgretolando per un Napoli sempre più competitivo ed esperto che potrà evitare, proprio nel momento in cui la classifica gli sorriderà, il solito calo fisico o psicologico che condiziona il piazzamento finale. In chiusura come non esaltare il rinnovo contrattuale di Edinson Cavani. Segno incontrovertibile di un progetto che prosegue spedito, nonostante le problematiche di una piazza eternamente scontenta e che anche in una clausola di oltre 60mln di euro (non 30!), intravede  possbilità di un addio. La garanzia della permanenza di Cavani, però, è rappresentata dall'estrema intelligenza dell'uruguayano che sa bene, a differenza di altri, che le sue qualità - che chiaramente sono enormi - sono esaltate ulteriormente  da un contesto tattico che funziona e da una squadra costruita e che gioca in base alle sue caratteristiche mentre altrove non sarebbe proprio la stessa cosa. E qualcuno se ne è accorto.

per commentare su Twitter: @antonio_gaito

 


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Juventus 90
 
Roma 82
 
Napoli 68
 
Fiorentina 58
 
Inter 56
 
Parma 51
 
Milan 51
 
Torino 49
 
Lazio 49
 
Hellas Verona 49
 
Atalanta 46
 
Sampdoria 41
 
Genoa 39
 
Udinese 39
 
Cagliari 36
 
Chievo Verona 30
 
Sassuolo 28
 
Bologna 28
 
Livorno 25
 
Catania 23

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