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Il disastro arbitrale e le moviole fantasiose a nascondere gli errori: la rabbia di un trofeo sfumato, ma la certezza di un Napoli da vertice. Come fermare in campionato i guerrieri di Mazzarri?

Direttore editoriale di Tutto Napoli.net e redattore di Tuttomercatoweb.com. Twitter: @antonio_gaito
13.08.2012 06:10 di Antonio Gaito  articolo letto 17853 volte

La rabbia non abbandona i tifosi partenopei. Di sconfitte e forti delusioni il Napoli ne ha subìte tante, e non sarebbe stato un problema accettare il risultato del campo nonostante qualche errore arbitrale, che non è mancato anche nella scorsa stagione, o ad esempio a causa di tanta sfortuna, come accaduto a Bologna nella gara decisiva per ritornare in Champions. Stavolta, però, è difficile accettare il risultato del campo visto che proprio il rettangolo di gioco ha detto tutt'altro con il Napoli che si è inchinato solo ad un una conduzione arbitrale che ha sovverrtito l'esito finale della gara. Tutto Napoli.net, anche essendo un sito tematico sul calcio Napoli, si è sempre contraddistinto per avere comunque l'obiettività che non può assolutamente mancare ad ogni buon giornalista, e che spesso è stata apprezzata dagli stessi tifosi napoletani, che non vedono soltanto ciò che vogliono vedere ma che quasi sempre, con spirito critico, sono stati i primi a segnalare come eccessive alcune polemiche della società verso gli arbitri sottolineando invece scelte tattiche sbagliate, campagne acquisti non convincenti o, semplicemente, partite giocate male. La nostra presa di posizione non è tanto diversa da quella di un quotidiano nazionale come Il Corriere dello Sport che - a differenza di qualche giornale che dimostra ogni giorno di essere schierato in base alla sua localizzazione o di altri che hanno un'opinione in base a quante copie vende quella certa tifoseria - ha definito con il termine "vergogna" la direzione arbitrale di Mazzoleni e compagni. Nessuno urla al complotto, per carità, ma non capiamo come si possa non ammettere che il risultato sia stato condizionato dalla prova dei migliori arbitri italiani. Cosa che peraltro nel calcio è sempre successo e sempre succederà fino a quando non si aprirà alla tecnologia, come ormai fatto da tutti gli altri sport.

E' stato davvero simpatico leggere la moviola di chi ha provato a far passare il concetto di una conduzione arbitrale giusta. Noi la nostra solita analisi l'abbiamo fatta appena terminata la gara, come sempre (clicca qui per rileggere la moviola) sottolineando, senza ulteriori commenti, che le principali scelte sono state tutte sbagliate e, soprattutto, i due pesi e due misure nel giudicare falli ed ammonizioni. Probabilmente generoso il rigore, con Rizzoli - arbitro presente agli ultimi Europei e insolitamente relegato al ruolo di giudice d'area - che pur vedendo dalle spalle l'intervento decide di segnalare il rigore con Mazzoleni che non aveva sanzionato nulla pur avendo una visuale migliore. Tentativo di diventare protagonista? Ma non è questo l'episodio che ha fatto andare su tutte le furie il Napoli. Curioso a dir poco anche il rosso per Goran Pandev che, da distanza tutt'altro che ravvicinata, indiizza qualche parola al collaboratore dell'arbitro Stefani - che segnala un fuorigioco di rientro pur essendo il pallone in possesso della Juventus, commettendo quindi un primo errore tecnico - che decide di punire il contenuto del messaggio che comunque secondo quanto raccolto da bordo campo e quanto giurato dal macedone ai compagni ed alla società non era altro chhe un normale "Non è fuorigioco, ma cosa fischi". Nulla in confronto ai tanti gesti e attacchi che alcuni giocatori - spesso di grande spessore - indirizzano al direttore di gara. Anche Lichtsteiner, e Cavani nel finale di gara molto nervoso, hanno attaccato  Mazzoleni con gesti plateali con le mani e labiali incontrovertibili. ma senza conseguenze. A scatenare Mazzarri e la panchina è stata l'espulsione di Zuniga e, in quel momento, non immaginiamo quanti tifosi azzurri abbiano applaudito il tecnico toscano con l'eloquente gesto come per dire "usciamo tutti dal campo, che senso ha continuare". Di quanti falli hanno usufruito i bianconeri dal limite dell'area del Napoli? Tutti giusti, come lo era anche quello di Zuniga spinto da dietro da Pirlo. Il colombiano da terra è stato poi circondato, ma senza troppa tensione per la verità, da 5 juventini, con il solito Lichtsteiner a "chiacchierare" non proprio amichevolmente col colombiano, col risultato di un giallo a testa. Prima poi del secondo giallo, con gli interventi ai danni del colombiano ignorati prima di un secondo giallo che ha chiuso lì la partita. Assurdo in una moviola dire: fallo duro e giallo, negando (oltre al fatto che l'intervento non era stato più duro di uno simile di Vidal pochi minuti prima, anzi...) ciò che accade prima e la linea arbitrale di quella fase di gioco. Due falli subiti ed espulsione dunque: record che crediamo, e speriamo, rimarrà imbattuto nei secoli dei secoli. Record ancora più incredibile se si considera la fama di Mazzoleni come arbitro non sempre propenso nel cacciare il giallo.

Immagine pessima per il calcio italiano, senza ombra di dubbio, ma che qualcuno vuole associare alla scelta del Napoli di non prendere parte alla premiazione della Juventus. A parte la tensione tra le squadre o con gli arbitri che avrebbe potuto suscitare la permanenza in campo dei partenopei, non ce la sentiamo di andare contro la linea della società. Del resto, proprio quella parte di stampa che ritiene scandalosa questa decisione oscura il precedente proprio della Juventus che nel 1998 non si presentò sul campo per la premiazione della Lazio che beneficiò di una espulsione di Inzaghi prima del gol al 95' di Conceicao. L'indignazione deve nascere contro questa classe arbitrale italiana che peggiora anno dopo anno, non riesce a proporre nuovi volti e che quindi è destinata ad un ulteriore declino. Chi deve pagare è chi ha rovinato una partita, non di certo chi, a testa bassa, ha lasciato il campo senza rilasciare una sola dichiarazione nel post-partita per esasperare ulteriormente gli animi. Invece il Napoli, al di là di ulteriori scenari, pagherà già con le assenze dei giocatori espulsi e di Mazzarri nella gara col Palermo. E siamo curiosi di vedere la sanzione che riceverà Pandev: il macedone, uscito dal campo col volto di chi ha subito una ingiustizia, probabilmente starà fuori per due turni. Sull'occhiolino di Buffon a Rizzoli dopo il gol di Vucinic che chiude la gara preferiamo sorvolare non credendo a complotti o roba del genere. Altri, però, non fecero lo stesso in occasione del gesto di De Sanctis che scaturì polemiche infinite in pieno polverone calcio-scommesse. 

Provando per un attimo a tornare su quanto visto in campo, almeno fino a quando la direzione arbitrale ci ha fatto vedere una partita di calcio, i segnali non possono che essere positivi per il Napoli. Il centrocampo a cinque con Behrami ha dato grande fisicità e quella compattezza del Napoli di Mazzarri che si qualificò in Champions. L'ex Fiorentina ci ha impressionato per la propensione al sacrificio con un sostegno frequente alla manovra offensiva e, soprattutto, una presenza importante davanti alla difesa con recuperi importanti. A beneficiarne anche Inler, completamente ristabilito dopo il problema rimediato alla fine del ritiro di Dimaro. La stagione, nonostante la sconfitta, può partire nel migliore dei modi e se in difesa c'è da registrare ancora qualcosa - non ha convinto l'ingresso in campo di Fernandez, al di là del rigore mentre Britos sembra finalmente recuperato ed in condizione - l'attacco invece ha potenzialità enormi e altre tutte da scoprire con Insigne e Vargas ancora in rampa di lancio. Per gran parte del match Hamsik, Pandev e Cavani in fase di ripartenza hanno entusiasmato con scambi rapidi, stretti, prima della solita apertura sugli esterni per un Napoli che, pur giocando molto basso, si è saputo distendere, senza sprecare un solo pallone e sfiorando il gol in tante circostanze contro una squadra che invece in attacco ha dato la sensazione di essere impotente e, non a caso, in doppia superiorità numerica è passata in vantaggio grazie ad una autorete e prima era arrivata sul pari con un tiro da fuori e poi con un rigore.

Se nella partita secca fattori esterni hanno condizionato l'esito finale, in campionato il Napoli può far valere le sue qualità. Quest'anno l'Europa League, come spesso dichiarato da Mazzarri, sarà affrontata senza alcun contraccolpo sul campionato viste le tante seconde linee (di livello) finalmente in rosa ed in campionato gli azzurri potranno presentarsi ad ogni appuntamento al massimo, sia fisicamente che psicologicamente. Il mercato qualcos'altro regalerà, sempre con la filosofia del comprare per utilità e non per i titoli ed il voto alto al calciomercato da parte della critica, mentre le altre hanno già venduto pezzi pregiati e stanno riscontrando difficoltà nel trovare i soliti parametri zero per ritornare competitivi. La garanzia, come spesso abbiamo detto, è rappresentata da Walter Mazzarri. Anche a Pechino la squadra ha incarnato il suo spirito, rincorrendo l'avversario anche sotto di due gol, due uomini e a pochi minuti dalla fine del secondo tempo supplementare. Incredibil l'orgoglio tra gli altri di Edinson Cavani che avrà stupito chi lo vedeva lontano da Napoli, magari proprio con quella maglia bianconera, non contento dei programmi azzurri o della città. Ha dimostrato invece di amarla e di onorarla sopra ogni cosa. Il Napoli non ha alzato la Supercoppa, ma ha evidentemente raccolto indicazioni fondamentali per una stagione che può dare grosse soddisfazioni. Estro e spirito battagliero: senza Mazzoleni sarà difficile battere questo Napoli... sul campo.

Twitter: @antonio_gaito


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Juventus 87
 
Roma 79
 
Napoli 67
 
Fiorentina 58
 
Inter 53
 
Parma 51
 
Torino 48
 
Milan 48
 
Lazio 48
 
Atalanta 46
 
Hellas Verona 46
 
Sampdoria 41
 
Genoa 39
 
Udinese 38
 
Cagliari 33
 
Chievo Verona 30
 
Bologna 28
 
Livorno 25
 
Sassuolo 25
 
Catania 20

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