Senza Lavezzi il Napoli ha cambiato modo di giocare, col Parma primo test verità sulla nuova mentalità vincente. Per Mazzarri il primo tour de force da gestire

Dario Sarnata, giornalista di "Radio Marte", emittente ufficiale del calcio Napoli, e firma de "Il Mattino", prima quotidiano cittadino.
 di Dario Sarnataro  articolo letto 8087 volte
Senza Lavezzi il Napoli ha cambiato modo di giocare, col Parma primo test verità sulla nuova mentalità vincente. Per Mazzarri il primo tour de force da gestire

Alle spalle, non senza soddisfazioni per certi versi inattese, gli impegni dei dodici nazionali, il Napoli si rituffa nel campionato. Inizia un tour de force di 7 gas in 21 giorni che ci dirà molto sulle ambizioni azzurre. Il primo test verità c'è giá domenica pomeriggio, contro l'ostico Parma. Il Napoli di quest’anno sembra aver cambiato pelle: senza Lavezzi (soprattutto) e senza Gargano la squadra gioca a ritmi più bassi, è meno imprevedibile ma più quadrata, folgora di meno con le sue vecchie accelerazioni ma appare più padrona del gioco. Del resto Mazzarri non poteva fare altrimenti: il Pocho era e resta unico, per caratteristiche e qualità. Per questo ha varato uno sviluppo del gioco analogo ma diverso, con maggiore possesso palla, con Hamsik sempre più al centro del progetto tattico (e vero ago della bilancia) e con Pandev altra chiave di volta della manovra offensiva, con il macedone che ama avere la palla sui piedi. Con il Parma primo esame verità perchè la squadra dello scorso anno ha spesso perso punti importanti contro le cosiddette «piccole». Si è notato, in questo scorcio di stagione, la maturazione degli azzurri, capaci di vincere anche non spingendo al massimo sull'acceleratore, in possesso di una mentalità vincente che consente a Cavani e compagni di alternare autorevolezza e cinismo a qualità di gioco e superiorità tecnico-tattica. In poche parole gli azzurri hanno fatto intravedere la celeberrima mentalità «da grande squadra». C’è tuttavia bisogno di ulteriori verifiche, soprattutto contro squadre- come il Parma - che giocano sull’avversario, non concedendo spazi e badando a difendere e a offuscare le fonti di gioco altrui. Il Napoli, infatti, resta squadra irresistibile se si può librare negli spazi, dal momento che ha conservato la rapidità di passo (di Cavani, Maggio e Zuniga) e di esecuzione (di Hamsik, Insigne e Pandev). È interessante verificare se, anche col Parma, troverà la chiave giusta per vincere, a prescindere se ci riuscirà davvero. Sarebbe un’ulteriore dimostrazione di crescita.