L'editoriale di Bucchioni: "ADL, accuse immotivate. Sarri prigioniero del Napoli, divorzio impossibile"

L'editoriale di Bucchioni per Tuttomercatoweb.com
 di Redazione Tutto Napoli.net  Twitter:   articolo letto 11606 volte
Fonte: Enzo Bucchioni per Tuttomercatoweb.com
© foto di Federico De Luca
L'editoriale di Bucchioni: "ADL, accuse immotivate. Sarri prigioniero del Napoli, divorzio impossibile"

Le accuse a Sarri, inaspettate e immotivate, del presidente De Laurentiis (con due i, mi raccomando) hanno fatto saltare in aria lo spogliatoio del Bernabeu e trasformato una onesta sconfitta in un’altra drammatica puntata della serie "I due nemici". E adesso cosa succederà?

Ho sentito parlare di addio a fine stagione, di un altro caso Higuain con Sarri verso la Juve e robe del genere. Ne ho sentite di tutti i colori. E’ chiaro che la situazione è complicata, i due non si prendono e non da oggi. De Laurentiis dopo un mese si era già pentito di aver scelto l’allenatore toscano. Dopo tre giornate dello scorso campionato iniziato in salita, stava per esonerarlo. Ricordate poi la telenovela sull’aumento del contratto? Sembrava vicina la rottura quando De Laurentiis ha convocato Sarri dicendogli più o meno "ti do quello che vuoi". O quasi. Amore e odio, roba del genere. O meglio: sono due caratteri troppo diversi.

Ma chi pensa che questa ennesima uscita pubblica possa essere considerata un divorzio anticipato si sbaglia. Magari Sarri avrebbe anche voglia di mandare il presidente dove è facile immaginare, ma è complicato farlo. De Laurentiis a fare i contratti è bravo e Sarri ha firmato un contratto con penali che dovrebbero aggirarsi attorno agli otto milioni. Insomma non potrebbe, anche volendo, andar via con un "arrivederci e grazie". E visto che esonerarlo, anche volendo, costerebbe parecchio, nella prossima puntata vedremo baci, abbracci e parole di stima del presidente verso il suo allenatore. Altro colpo di colla.

Rapporto però molto complesso che, alla lunga, non può non incidere sulla tifoseria e sulla squadra.

Facciamo un passo indietro: ma era il caso di fare quella sparata in pubblico dopo il 3-1 con il Real? La risposta è no, pura follia calcistica. E’ vero che molti non hanno giocato come sanno, Mertens si è smarrito, Koulibaly e Ghoulam sono ancora in Africa, Callejon ha pagato il ritorno a casa, Hamsik certe gare le soffre, ma De Laurentiis sa che davanti c’era il Real?

Non capisco neppure le critiche e i processi fatti agli azzurri a più livelli. Il Napoli ha giocato il suo bel calcio con personalità, ha messo in difficoltà i campioni del mondo e questa è storia della partita. Poteva fare meglio? Certo, ma serviva la gara perfetta che non è arrivata per motivi più psicologici che fisici. De Laurentiis dovrebbe essere orgoglioso di aver portato una squadra al Bernabeu accompagnata dagli elogi di tutto il mondo del calcio. Non si sarà mica ingelosito visto che Marca, la Gazzetta di Spagna, ha titolato "Sarri Potter" per esaltare il mago che sta in panchina nel Napoli?

Ci sta tutto. Il Napoli ha perso, ma non poteva snaturare il suo bel gioco. Questa partita dovrebbe comunque essere considerata una grande tappa nella crescita di una squadra e di un progetto. Gli azzurri, sono sicuro, faranno già meglio in casa nel ritorno.

Comunque la spia resta accesa. Il gioco di Sarri piace a grandi club europei, ha estimatori importanti e non solo la Juve. Se De Laurentiis si è stufato davvero e rimpiange Mazzarri, la rescissione consensuale sarà una soluzione e non credo un problema. La telenovela continuerà e questa storia non chiamatela cinepanettone perché non vanno più di moda.

Se poi il contendere è Pavoletti, con tutto il rispetto per il giocatore, mi piacerebbe sapere chi ha convinto De Laurentiis a spendere più di 15 milioni (c’è chi dice 18) per questo volenteroso ragazzo. Milik pensaci tu.

Tornando al Bernabeu, credo che sia stato un errore colossale portare Maradona negli spogliatoi del Napoli. I monumenti devono stare, venerati, sui piedistalli. Un mito così ingombrante ha aggiunto tensione a tensione e fatto passare un messaggio negativo: da soli non possiamo farcela. Maradona, per quanto mi riguarda, sarebbe servito in campo, fuori ne avrei fatto e ne faccio volentieri a meno. E non da oggi.