Ecco cosa fanno le glorie di 25 anni fa: Garella il manager, Sola l'operaio e De Napoli...

Alcuni, in particolare, si sono dedicati ad attività un po' più distanti da scatti e punizioni, da rigori e rimesse laterali
 di Redazione Tutto Napoli.net  articolo letto 42952 volte
Fonte: Il Mattino
© foto di Andrea Pasquinucci
Ecco cosa fanno le glorie di 25 anni fa: Garella il manager, Sola l'operaio e De Napoli...

Il profilo di oggi? Forse un po’ meno statuario di allora. Qualche chiletto che avanza - per carità, non in tutti -. Qualche stempiatura - quella sì si nota - e qualche nuvola d’argento che imbianca i capelli. Ma che fine hanno fatto i nostri undici del primo scudetto? I campioni del tricolore del 10 maggio 1987? Di alcuni di loro sappiamo tutto. Quasi ogni giorno. Si parla di Diego Armando Maradona che allena l’Al Wasl a Dubai, dopo aver guidato l’Argentina ai Mondiali, sappiano tantissimo anche di super Ciro Ferrara, asso della difesa napoletana, poi anche capitano, poi ex allenatore della Juventus e oggi ct dell’under 21. E tantissimo anche si parla di Salvatore Bagni, apprezzato sia come opinionista che come consulente di mercato. Molti altri di quella storica impresa, le care vecchie glorie - in gran parte - non hanno certo perso il vizio, la passione calcistica: sono rimasti nell’ambiente, per capirci. Ed hanno continuato nel calcio affermandosi a pieno in altri ruoli. Qualcuno invece ha cambiato decisamente rotta. Ma sempre - sia chiaro - restando osservante del fuoco sacro del Dio pallone.

Alcuni, in particolare, si sono dedicati ad attività un po’ più distanti da scatti e punizioni, da rigori e rimesse laterali. È il caso di Nando De Napoli - da Chiusano San Domenico - invalicabile diga di centrocampo degli azzurri e della Nazionale che oggi è titolare di una enoteca in Emilia Romagna, altra singolare storia è quella di Luciano Sola da Seregno, centrocampista allora ed oggi operaio nel settore dei vetri. Ed ha cambiato decisamente genere anche Tebaldo Bigliardi, ex difensore azzurro, ora nel settore turistico: gestisce infatti un agriturismo in provincia di Messina. Moltissimi, praticamente tutti gli altri, sono rimasti nel calcio. Come - ad esempio - le due «saracinesche» azzurre: Claudio Garella, l’ex portiere dalle proverbiali uscite di piede: oggi gestisce la scuola calcio Barracuda che gravita nell’area Chievo è invece allenatore Raffaele Di Fusco, l’altro portiere. Andiamo alla linea difensiva con Giuseppe Bruscolotti, l’arcigno terzino che è sì ristoratore e anche titolare di un’agenzia di scommesse, ma - se non bastasse - è anche titolare di una scuola calcio ed apprezzato opinionista.

La fortissima difesa di allora schierava ovviamente Ciro Ferrara, di cui si è detto, Antonio Carannante, anche lui allenatore, Giuseppe Volpecina, ex terzino sinistro e oggi direttore tecnico della Boys Caserta, ed altri due super big: Moreno Ferrario, osservatore per conto del Novara e Alessandro Renica tenico del Trissino. Con loro in reparto anche Massimo Filardi, oggi agente di giocatori. Gli avversari del Napoli avevano guai seri anche quando dovevano tentare di scavalcare la mediana azzurra. Interdizione, scatti, rilanci eseguiti quasi a occhi chiusi da campioni del calibro di Bagni, di Francesco Romano, centrocampista famoso anche per i suoi schemi di regista, e oggi agente di calciatori e opinionista, con loro anche il caprese Costanzo Celestini, oggi allenatore.

E poi c’erano altri napoletani nel centrocampo dello scudetto 1987: Luigi Caffarelli, ora dirigente del settore giovanile del Napoli e quindi Ciro Muro, che oggi allena gli allievi del Napoli. Di quella mediana faceva parte ancora Pietro Puzone, napoletano di Acerra oggi opinionista televisivo. Infine l’attacco. Cosa dire di Diego Maradona? Per lui hanno parlato le cifre dei gol, gli scudetti, le coppe e le magie. Poi la scelta di continuare da allenatore. E come dimenticare le magie di Bruno Giordano, il super bomber arrivato dalla Lazio e più volte punta della Nazionale? Neanche il trasteverino, di fatto, ha appeso le scarpette al chiodo: anzi ha intrapreso anche lui la carriera di tecnico ed è tra gli opinionisti più gettonati. A mettere il sigillo del Napoli sullo scudetto 1987 fu un altro grandissimo attaccante: Andrea Carnevale. Punta moderna dava il suo prezioso contributo anche in copertura, più volte convocato in Nazionale. Fu proprio lui a firmare la rete del Napoli contro la Fiorentina nella gara decisiva finita 1-1. Oggi Carnevale è responsabile dell’area tecnica dell’Udinese. Ma, come dimenticare Ottavio Bianchi? Architetto di quella vittoria e poi del successo in Coppa Italia e quindi della conquista della Coppa Uefa. Bianchi - peraltro ex calciatore del Napoli - ha continuato a lungo la carriera di tecnico, ha diretto anche Inter e Roma. Altre squadre stellari, come quel Napoli di 25 anni fa.