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L'appello di Pepito: "L'Italia mi manca più di quanto le manchi io"

L'attaccante del Villarreal vuole tornare in Italia
18.06.2012 10:40 di Redazione Tutto Napoli.net  articolo letto 5433 volte
Fonte: Gazzetta dello Sport
© foto di Alterphotos/Image Sport

Gli manca non essere qui, tanto (e però mai tanto quanto sta mancando lui). Giuseppe Rossi ci pensa ogni volta che stringe i denti per il dolore, o per la fatica, chiedendo a quel ginocchio destro di tornare quello di prima; ogni volta che ascolta l’inno italiano e vede compagni in maglia azzurra da troppo lontano per non rimasticare rimpianti. "Certo che è dura—dice—è durissima. Però nel calcio capita e non mi deprimo, anche perché non servirebbe: l’unica cosa che posso fare è immaginare già quando quella maglia potrò rimetterla".

Cesare Prandelli invece ci pensa da quando quel legamento crociato di Rossi si è spezzato per la prima volta, e poi una seconda, ed è stato allora che ha capito che nulla sarebbe stato più come prima: Pepito era ed è l’attaccante ideale per il suo calcio, e farne a meno è stato il primo dover ricominciare dei tanti ai quali il c.t. si è dovuto rassegnare, suo malgrado. Twitter e dintorni L’Italia di Giuseppe Rossi in questi giorni è la schiavitù di partite da guardare seduto davanti alla tv, accesa calcolando una differenza di sei ore di fuso.

L’unica libertà è quella di tweettare: rigorosamente live, in diretta, GiuseppeRossi22 scrive cose tipo "Pirloooooo....", come pochi secondi dopo il gol su punizione dell’1-0 alla Croazia. Pepito in questo periodo è negli States, a Teaneck, New Jersey, un sobborgo dell'area metropolitana di New York, dove è nato e dove vivono tuttora i suoi genitori. E’ lì in vacanza, ma vacanza è una parola grossa: "La mattina salgo in macchina, mi faccio venti minuti- mezzora e arrivo a New York City, dove ci sono tre palestre diverse che mi aspettano: quasi tre ore al giorno di terapie e rieducazione, cinque giorni su sette, con lo stesso fisioterapista che collaborava con Beckham quando venne al Milan».

L’unico futuro certo di Giuseppe Rossi è questo: "Lavoro, lavoro e ancora lavoro". L’unica destinazione certa è il suo obiettivo: tornare a metà della prossima stagione. Dove, si vedrà: dipenderà da chi avrà la fiducia di rilevare già adesso il suo contratto (2016), pagando al Villarreal retrocesso in Segunda Division una cifra (10-15 milioni) che potrebbe diventare un affare, per chi crederà ancora ad un attaccante che fra un paio d’anni potrebbe valerne di nuovo 30. Nel frattempo Rossi pensa solo a tornare il giocatore che era, mentre il suo Europeo mancato è diventato un nuovo, faticoso destino: quello di tifare a distanza. Rossi, si sente più grande assente o più grande rimpianto? "Manca più l’Italia a me di quanto mancoio all’Italia, questo è sicuro. Sognavo questo Europeo da un sacco, con Prandelli e i ragazzi avevamo lavorato tanto e bene per un anno e mezzo, ci eravamo arrivati. Stavolta ha vinto la sfortuna, è andata così: inutile pensarci ancora".

Opinione comune: con Giuseppe Rossi sarebbe stato tutto più facile. "Non dite che manco io, non c’entra niente: è capitato anche a me di stare periodi più o meno lunghi senza segnare, l’importante è continuare a giocare per la squadra. Io mi fido di Mario, di Antonio, di Di Natale se giocherà lui: mi fido di tutti gli attaccanti che ha portato Prandelli. Continuando a giocare così, contro l’Irlanda i gol arriveranno". E se non dovessero bastare per colpa di Spagna e Croazia? "So che in Italia si parla molto di biscotto, ma io gli spagnoli li conosco: vivo lì, gioco in quel campionato, conosco la mentalità, come ragionano, come sentono il calcio".


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Juventus 87
 
Roma 79
 
Napoli 67
 
Fiorentina 58
 
Inter 53
 
Parma 51
 
Torino 48
 
Milan 48
 
Lazio 48
 
Atalanta 46
 
Hellas Verona 46
 
Sampdoria 41
 
Genoa 39
 
Udinese 38
 
Cagliari 33
 
Chievo Verona 30
 
Bologna 28
 
Livorno 25
 
Sassuolo 25
 
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