Il punto di Del Genio a TN: "Al Mapei il peggior Napoli dell'era-Ancelotti: difficile fare bene con tutti quei cambi contemporaneamente, ma resterà un caso isolato. Insigne, basta drammatizzare: non è vero che sono tutti contro di lui

12.03.2019 07:40 di Redazione Tutto Napoli.net  Twitter:   articolo letto 17548 volte
Il punto di Del Genio a TN: "Al Mapei il peggior Napoli dell'era-Ancelotti: difficile fare bene con tutti quei cambi contemporaneamente, ma resterà un caso isolato. Insigne, basta drammatizzare: non è vero che sono tutti contro di lui

Napoli-Sassuolo, lo sfogo di Lorenzo Insigne e l'Europa League che incombe. Questo e tanto altro nel consueto punto settimanale con Paolo Del Genio, noto giornalista ed esperto di tattica, che al nostro microfono ha cominciato analizzato la sfida del Mapei Stadium: "Bisogna fare un distinguo tra il primo e il secondo tempo, ma in generale è stata una delle peggiori partite dell'era-Ancelotti. Il primo tempo s'era visto qualcosa di buono, la squadra aveva un equilibrio. Mentre nella ripresa non ci sono state reazioni, idee e neanche le scelte del mister mi hanno convinto".

Quali? "Innanzitutto non mi piace l'idea della staffetta, secondo me è una cosa un po' anacronistica nel calcio. Si brucia una sostituzione così. Se la partita è dominata si può bruciare, ma non in una partita equilibrata. Cambiare è stato pesante perché poi è arrivato lo svantaggio e Ancelotti s'è tolto la possibilità di fare un'altra sostituzione e mettere un centrocampista. Il Napoli era fiacco a centrocampo e il centrocampista non è potuto entrare. Serviva Fabian. Anzi, secondo me anche Zielinski. Ma almeno uno dei due doveva entrare. Senza di loro non c'erano punti di riferimento in mediana. Nella ripresa si dava il pallone nei piedi di calciatori marcati, spesso in orizzontale, e quindi si sbagliava. Non condivido quindi staffetta e cambi, per la prima volta non mi sono piaciute le decisioni di Ancelotti. Questa partita va isolata. Non deve essere una costante questa cosa che le partite in mezzo all'Europa vengono affrontate così, sia per la classifica che per altri. Il Napoli deve fare tanti altri punti per conquistare il secondo posto perché a 57 punti non si arriva secondi. Ci saranno tante partite complicate, contro squadre motivate, in cui bisognerà sudare per vincere. Di questa partita non parleremo più se resterà un caso isolato".

Senza buttare la croce addosso ai singoli, visto che tutta la squadra non è stata all'altezza, ma tra quelli che hanno deluso di più ci sono Verdi, Ounas e Diawara, tre dei quattro uomini a centrocampo. "Quando li metti tutti insieme è alta la probabilità che facciano male. Se ne metti uno o due insieme ai titolari è più facile che giochino bene. E' la legge del calcio. Se metti Diawara accanto a Fabian fa sicuramente meglio. Ounas, se lo metti in una squadra con dei riferimenti precisi, fa sicuramente meglio. Se metti Verdi con Zielinski e Mario Rui vedrai che anche lui farà meglio. A me Ounas e Younes a tratti mi sono piaciuti, mentre Verdi e Diawara no".

Nel post-partita c'è stato poi lo sfogo di Insigne in mixed zone. "Io ero lì e infatti gli ho detto ciò che pensavo. L'ho invitato ad analizzare meglio le cose. Lorenzo è convinto che tutto il mondo Napoli ce l'abbia con lui, invece non è assolutamente così. E' ben voluto, stimato. Deve dare importanza alle cose anche in base a chi le dice. Lui ha la stima della società, dei compagni, dell'allenatore e della maggior parte dei tifosi. Se al mondo d'oggi speriamo che nessuno dica nulla contro di noi andiamo incontro ad un'utopia. E' chiaro che a qualcuno può non piacere Insigne e questi aspettano il momento in cui non fa bene per dargli addosso. E' un calciatore importante ed è normale che abbia degli onori e degli oneri. Deve drammatizzare meno le critiche. Per il ruolo che, quando non segnerà per alcune partite riceverà ancora critiche ed è normale che sia così. Per me non ha nessuna importanza. E lui non deve dare adito a ciò che si dice nelle trasmissioni televisive".

Quel 'Finché sto qua', detto a fine intervista, non lo interpreti, come ha fatto qualcuno, come segnale di un possibile addio? "Insigne è un ottimo giocatore, dà tanto al Napoli e serve per il futuro. Ma nessuno è indispensabile. Se arriva una grande offerta e quest'offerta piace sia ad Insigne che al Napoli può accadere di tutto. Al momento mancano i presupposti per ipotizzare una cessione, ma se lui non si trova bene in questa situazione in cui tutti i fari sono accesi su di lui e non riesce a gestirla, può dare che altrove possa fare meglio. Nel calcio tutto può accadere. Mi sembra provinciale impostare il ragionamento su Insigne partendo dal fatto che è napoletano, capitano, bandiera. Bisogna parlare di calciatori che stanno bene o non stanno bene in una squadra. Non guardo carta d'identità, social network o ciò che dice l'opinionista di turno. In primis conta il parere del tecnico. Se Ancelotti ritiene Insigne imprescindibile è bene che il suo prezzo salga alle stelle, 100 milioni per giocare con le cifre. Se Ancelotti dice che si possono trovare delle alternative allora se ne può parlare. Bisogna parlarne senza la morbosità che troppo spesso si utilizza nei confronti di chi è napoletano".