RILEGGI LIVE - ADL da Salisburgo: "Giuntoli ha rinnovato. Stadio? Stanco di populisti, cercano elettori per passare da Comune a Regione. Juve? Non posso indebitarmi...", Giuntoli: "Cresceremo ancora..."

Aurelio De Laurentiis ha incontrato la stampa per alcuni chiarimenti in merito alle notizie trapelate nelle ultime ore
13.03.2019 16:18 di Redazione Tutto Napoli.net  Twitter:   articolo letto 42984 volte
RILEGGI LIVE - ADL da Salisburgo: "Giuntoli ha rinnovato. Stadio? Stanco di populisti, cercano elettori per passare da Comune a Regione. Juve? Non posso indebitarmi...", Giuntoli: "Cresceremo ancora..."

Direttamente da Salisburgo, il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis ha incontrato la stampa per annunciare il rinnovo di contratto del ds Cristiano Giuntoli per cinque anni: "Non mi va di parlare di altri, non mi interessa, parlo solo del Napoli. La vera notizia importante di oggi è che Cristiano Giuntoli ha rinnovato per cinque anni a partire dal 1 luglio, quindi un totale di 9 anni alla fine. Insigne? Non mi risulta sia sul mercato. Non c'è un prezzo per lui, non interessa o forse interessa a molti, è appetibile, è normale, ma un conto è desiderare ed un altro e mettere un prezzo. Non c'è un prezzo altrimenti avremmo messo una clausola".

Progetto con Giuntoli ed Ancelotti a cui crede molto. "Ancelotti lo sa che è casa mia e casa sua, i pensieri coincidono, quando vorrà prolungare non ci sarà alcun problema".

Il gap con la Juventus? "Se io devo ridurre il mio gap con le grandi d'Europa, ma parlo di qualsiasi squadra, dovrei indebitarmi perché loro fatturano 800-900mln, pure la Juve che fattura 400-500 dovrebbe indebitarsi. Io non posso farlo. Sono considerato virtuoso perché non mi indebito, mi sono indebitato con me stesso quando ho messo 100mln miei personali per tornare subito in serie A. All'interno di certe realtà, con la quotazione anche pubblica, ci sono tanti a metterci bocca e tanti discutono se fare il salto di qualità. Ma questo non si fa solo mettendo soldi, ma anche come regolamenti. In Italia nessuno, neanche Lotti, Giorgetti, nessun presidente, Gravina, Malagò non hanno capito del cambio epocale di Veltroni sulle società. Qui si continua a dire che i club sono dei tifosi, è giusto, noi lavoriamo per i tifosi, ma da questo ai tifosi proprietari ce ne passa. E' una vecchia mentalità che ieri mi ha fatto scappare dalle Universiadi. Il Commissario è un genio, persona di grande livello, ma al tavolo mi ritrovo sempre con i populisti che vengono a fare gli imbonitori dei propri elettori. Prendono in giro solo gli ignoranti, io non voglio offendere nessuno ma c'è anche chi non è in grado di scegliere il giusto e sbagliato e allora si accoda. Il populista ha bisogno di elettori per passare dal Comune alla Regione".

Si può vincere anche con la strada del Napoli senza indebitarsi? "Sì, io credo che nei prossimi cinque anni il calcio cambi. Io sono l'unico titolare del club, sentiti i miei collaboratori poi decido io senza sentire consigli d'amministrazione. In altri paesi ci sono gli arabi, in Spagna è ancora diverso dove neanche Florentino è il vero proprietario del Real. è una Europa disunita e speriamo che l'ECA con Agnelli si contrapponga all'Uefa per riuscire tutti insieme a cambiare le regole del gioco. Anche lì populisticamente dovremmo far giocare tutti, ma non è possibile perché c'è lo stadio virtuale e le tv ti obbligano a far giocare le squadre più forti. Dispiace dirlo perché la cenerentola deve poter vivere la favola e trovare il principale, ma quelle sono le favole. La Superlega sarebbe chiusa, lasciando poi la serie A. In Italia la serie A mantiene tutte le categorie, dovrebbe avere voce in capitolo, invece lascia a Lotito il gioco delle tre carte".

I criteri per la Superlega? "Sono domande come se ci fosse un tavolo aperto. Ma è di difficile risoluzione, credo sarà per territorialità. In Italia il Napoli è la terza-quarta squadra italiana, quindi è chiaro dovrebbe avere più potere dell'Udinese, ma questo non si può imporre perché Lotito s'è imposto i voti di maggioranza, ma non va così perché ognuno ha i propri problemi, a Milano, Roma o Napoli. Se dovessi rifondare il calcio italiano farei una Superlega con 12 squadre, come franchigie americane, diminuendo anche le squadre in C perché pure lì facciamo ridere. Col Bari in C rideremo perché già mi dicono che ci sono già tanti club a rischio fallimento che faranno iscrivere per far partire i campionati".

Supercoppa Europea tutta italiana? "Sarebbe un regalo per me e da fare a tutti i tifosi napoletani..."

Gesto di sportività della Juve col tweet di complimenti? "Ieri hanno fatto una bella partita. Stimo Simeone ma ha sbagliato la partita".

Sulla partita: "Domani sarà una gara complicata, giocherà una coppia di centrali difensivi inedita, ma sono bravissimi ed hanno i numeri per far bene. Spero non siano timidi, ma per il resto la squadra è forte. Con Cristiano Giuntoli dicevamo che si giocherà anche con i cambi nel finale".

Giuntoli è bravo più a vendere o a comprare? "E' bravo a prescindere (ride, ndr)".

Prende la parola Giuntoli: "Sono molto contento. Grazie in primis ad Andrea Chiavelli che mi ha scelto a Carpi, poi al presidente ed alla mia famiglia. Tante offerte? Qualche interesse c'è stato, ma il presidente sapeva che volevo restare".

Nei prossimi cinque anni quali gradini salire? "Crescere sempre calcisticamente ed a livello societario, lottando per noi stessi". Dichiarazioni di Insigne? "Voleva vincere, come tutti".

Mercato rivoluzionario in estate? "Il mercato è imprevedibile, la forza del club è sempre stata di cambiare poco, tenere lo zoccolo duro e sarà ancora così secondo me. L'importante è prendere ragazzi funzionali al progetto"

Lozano e Fornals? "Non li conosco (ride, ndr), ce ne sono tanti bravi in giro. E' prematuro".

16.20 - Termina la conferenza stampa