Ancelotti, il prep. Mauri a TN: "A Monaco trovammo una mentalità chiusa, i tedeschi preferivano essere comandati..."

Nel corso della sua intervista ai microfoni di Tuttonapoli, lo storico preparatore fisico di Carlo Ancelotti, Giovanni Mauri, ha parlato dell'avventura al Bayern
31.12.2018 21:00 di Redazione Tutto Napoli.net  Twitter:   articolo letto 14828 volte
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Ancelotti, il prep. Mauri a TN: "A Monaco trovammo una mentalità chiusa, i tedeschi preferivano essere comandati..."

Nel corso della sua intervista ai microfoni di Tuttonapoli, lo storico preparatore fisico di Carlo Ancelotti, Giovanni Mauri, ha parlato dell'avventura al Bayern del tecnico azzurro:

La sua ultima esperienza fu quella al Bayern, finita malissimo. “Pensavamo di trovare una mentalità aperta, la trovammo chiusa. Immaginavamo condivisione e collaborazione, invece c’era un sistema verticistico nel quale i collaboratori tedeschi volevano essere comandati. La democrazia, il lavorare insieme, per loro significava che tu non fossi valido. Arrivammo, inoltre, in un momento di poca chiarezza societaria: Hoeness usciva da una situazione giudiziaria particolare, noi avemmo soprattutto rapporti con Rumenigge, che in quel momento sembrava il deus ex machina del club. Purtroppo, non decollarono”.

Anche lì arrivò l’accusa di far lavorare poco la squadra. “Non voglio far nomi, ma alcuni collaboratori tedeschi erano legati ancora a una tradizione di lavoro nella quale i volumi sono fondamentali a discapito della qualità. Per loro è importante lavorare tanto, per noi è importante farlo bene”.

È vero che i giocatori iniziarono a remarvi contro? “I calciatori sono stati condizionati, ovviamente. Quando abbiamo perso a Parigi hanno fatto di tutto per liberarsi di noi, ma anche io sono stato giocatore, so bene come funzionano certe cose. Poi a Monaco passarono tutta la stagione a darci contro, anche se non c’eravamo più: a distanza di mesi dal nostro addio, continuavano ad addossarci le colpe degli infortuni, ma non c’entravamo nulla”.

Contrasti che stonano con il vostro straordinario percorso. “Senza dubbio, in tutti i posti nei quali siamo stat, i i calciatori e i dirigenti ci hanno voluto bene e ancora oggi siamo sempre felici di ritrovarci. Abbiamo avuto ottimi rapporti anche con personaggi dal carattere fortissimo come Ibrahimovic, per esempio, figuriamoci...”.

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