ESCLUSIVA TUTTONAPOLI.NET - PROTTI: "INTERTOTO DECISIVO. DENIS VA INSERITO MEGLIO. PAZZINI AFFARE MANCATO. DELIO ROSSI IL FUTURO"

Intervista esclusiva della redazione di TuttoNapoli.net all'ex attaccante di Napoli e Lazio, Igor Protti. Lo "Zar" ha riscosso i suoi maggiori successi vestendo le maglie di Bari e Livorno
04.03.2009 19:05 di Salvio Passante  articolo letto 10964 volte
ESCLUSIVA TUTTONAPOLI.NET - PROTTI: "INTERTOTO DECISIVO. DENIS VA INSERITO MEGLIO. PAZZINI AFFARE MANCATO. DELIO ROSSI IL FUTURO"

Intervista esclusiva della redazione di TuttoNapoli.net all'ex attaccante di Napoli e Lazio, Igor Protti. Lo "Zar" ha riscosso i suoi maggiori successi vestendo le maglie di Bari e Livorno. Una lunga carriera costellata da tantissimi gol. Vanta un record incredibile: unico giocatore professionista ed essere stato capocannoniere in tre categorie diverse: A (Bari), B e C(Livorno) del calcio italiano.

Continua il periodo no degli azzurri. Crede si tratti di un blocco mentale oppure la squadra sta pagando dazio la partenza anticipata?

"E' storicamente provato che le partecipanti all'Intertoto finiscano per pagare nel corso della stagione la scelta del ritiro anticipato. Ad inizio stagione gli azzurri volavano in campo, la preparazione non è stata particolarmente pesante, avevano una marcia in più se non due in più alle altre squadre. Alla distanza gli azzurri stanno subendo un vertiginoso calo fisico dietro al quale si cela anche la poca serenità psicologica. Quando non si è lucidi, manca la tranquillità in campo, viene meno anche la convinzione nei proprio mezzi. Il momento è difficile, i risultati non arrivano ma tutto è legato alla sfortuna.Il Napoli sta pagando oltremodo la partecipazione all'Intertoto. Usando una tipica espressione napoletana dico: Addà passà a nuttat".

Secondo lei questo organico è stato sopravvalutato?

"L'inizio esaltante ha illuso un po tutti. Se in due anni perdi poco e vinci soprattutto contro le grandi è inevitabile che la piazza si abitui troppo bene. Gli ottimi risultati della scorsa stagione e soprattutto del girone d'andata di quest'anno, hanno orientato la società a riporre fiducia in questo gruppo. E' stato commesso un errore di valutazione. Nel complesso il Napoli è una buona squadra ma manca in alternative. Il calcio moderno fatto di tantissime partite impone alle società di allestire rose adeguate".

L'astinenza al gol dell'attacco azzurro è preoccupante. Come vedrebbe un cambio di modulo per agevolare la manovra offensiva?

"Ho difficoltà nell'addentrarmi in discorsi tecnici. Reja conosce molto bene i suoi ragazzi e se vi fosse la necessità credo opterebbe per il cambio di modulo. Ho visto pochi allenatori insistere col proprio credo tattico, sarebbe controproducente.Ho molta stima di Reja che da allenatore navigato saprà uscire anche da questo brutto periodo. I risultati di questi anni sono dalla sua parte".

Il "Tanque" Denis divide l'opinione pubblica: acquisto sbagliato o emblema del non gioco del Napoli?

"Denis è un giocatore fisico che forse non corrisponde all'identikit della punta che piace ai tifosi del Napoli, che in linea generale prediligono giocatori più veloci, tecnici e dalla giocata facile. Denis è quel tipo di giocatore che d'impatto non impressiona ma che inserito in un certo contesto tattico può fare benissimo. Il suo difficile ambientamento mi fa venire in mente Kennet Andersson che al suo primo anno in Italia inizialmente trovò parecchie difficoltà ma che dopo si rivelò un acquisto incredibile".

Quale attaccante italiano avrebbe potuto esaltarsi giocando con Lavezzi?

"Pazzini. Penso sia un affare mancato. Dopo alcuni anni a Firenze aveva bisogno di cambiare aria, chiuso anche da Gilardino. A Genova ha trovato la sua dimensione e soprattutto quella continuità che gli consente di essere decisivo. Anche a Napoli avrebbe fatto benissimo".

Al San Paolo sarà di scena la Lazio di Delio Rossi, da sempre accostato alla panchina azzurra. Lo vedrebbe bene qui a Napoli?

"Mi piace molto, le sue squadre esprimono sempre bel calcio. Sarebbe adatto alla panchina azzurra e porterebbe anche novità tattiche".

Napoli-Lazio che partita sarà?

"Partita aperta a qualsiasi risultato. Le due squadre vivono momenti diversi. La Lazio è uscita dalla crisi ed ha messo a segno un filotto di risultati positivi. Ha recuperato anche la rapidità necessaria a mettere in difficoltà le difese avversarie. L'attacco biancoceleste è tornato a far male, ho rivisto Zarate di inizio campionato. Come espressione di gioco la Lazio somiglia molto all'Udinese, quindi analizzando la partita con i friulani Reja potrebbe adottare alcuni accorgimenti tattici e lavorare sugli errori passati".

Il suo arrivo a Napoli: dal sogno Uefa all'incubo della retrocessione. Un bilancio.

"Annata disgraziata. Sarebbe facile trovare a distanza di tempo miliardi di scuse, ma la crisi parti' dalla società e si abbattè sulla squadra. Sul piano sportivo fu un'annata da dimenticare ma il rapporto con la città e con la gente di Napoli è rimasto indelebile".

Igor Protti, unico bomber europeo a vincere la classifica dei cannonieri in tre categorie diverse. Come nasce il suo mito?

"Fino a 16 anni giocavo centrocampista, poi nelle giovanili del Rimini il mister mi schierò in attacco e la mia strada si illuminò. La fame di successo e il voler dimostrare al pubblico l'attaccamento alla maglia hanno fatto si che avessi sempre le stesse motivazioni. In campo ho sempre dato l'anima, forse questa è stata la mia arma in più".

Come segno di riconoscenza per il contributo alla causa amaranto, il presidente Spinelli decise di ritirare la sua numero 10. Per quale motivo mesi dopo ha deciso di rimandarla in campo?

"Apprezzai moltissimo il gesto della società, per me fu un vanto incredibile, un segno di riconoscenza da parte dell'ambiente che più mi ha dato in termini sportivi e umani e per il quale ho sofferto e lottato di più. Ma vedendo le partite dei ragazzini del Livorno in campo mancava la numero dieci, che è un numero magico, per questo non mi sembrava giusto privare ad un bambino il sogno di giocare con la maglia numero 10 della propria squadra del cuore".

Durante la sua militanza a Bari fu tra i protagonisti di un'esultanza curiosa e molto carina, c'è qualche esultanza che le piace particolarmente?

"Bresciano del Palermo. Non riesco a capire come faccia a pietrificarsi e rimanere cosi' freddo dopo un gol, veramente incredibile".


Quale sarà il futuro prossimo di Igor Protti?

"Ho scelto di distaccarmi un po dal mondo del calcio. Attualmente mi occupo di attività turistiche e settore immobiliare. Ma non chiudo le porte ad altre opzioni".