Il punto di Del Genio a TN: "Il Napoli non è il Real Madrid, non può permettersi di sentirsi superiore e sbagliare l'atteggiamento! Difesa flop, ci sono tre attenuanti. Hamsik-Callejon out, finto problema. Su Diawara..."

Paolo Del Genio, noto giornalista ed esperto di tattica, nel suo consueto appuntamento settimanale col microfono di Tuttonapoli.net.
04.09.2018 18:45 di Redazione Tutto Napoli.net  Twitter:   articolo letto 26712 volte
Il punto di Del Genio a TN: "Il Napoli non è il Real Madrid, non può permettersi di sentirsi superiore e sbagliare l'atteggiamento! Difesa flop, ci sono tre attenuanti. Hamsik-Callejon out, finto problema. Su Diawara..."

"Ancora una volta è stato sbagliato l'approccio, ma stavolta in maniera più grave. Nelle due partite precedenti erano stati fatti piccoli errori sui gol di Immobile, Bonaventura e Calabria, erano piccoli errori su alcune situazioni. Contro la Sampdoria invece è stata una sofferenza continua, su ogni situazione di gioco, i blucerchiati mettevano sempre qualcosa in più e il Napoli non era incisivo. C'era da fare un distinguo tra le gare con Lazio e Milan, preferendo la seconda, e questa partita è ancora diversa. Il Napoli è stato dominato nel primo tempo e questo mi ha sorpreso molto". E' così che Paolo Del Genio, noto giornalista ed esperto di tattica, nel suo consueto appuntamento settimanale col microfono di Tuttonapoli.net ha analizzato il k.o. rimediato dalla formazione di Carlo Ancelotti a Marassi: "A Genova si può perdere, la Sampdoria è una buona squadra, ha ottime individualità e c'è un bravo allenatore. Però il Napoli così dominato era troppo tempo che non lo vedevo e questo mi ha negativamente stupito. Nella ripresa c'è stata una reazione che è nato dalle sostituzioni, dalla vivacità di Ounas e dal baricentro più alto. Ma sono stati dieci minuti, è durata poco questa reazione, tant'è che già prima del terzo gol di Quagliarella la squadra s'era spenta di nuovo".

Quanto hanno inciso le assenze di Hamsik e Callejon dall'undici titolare? "Con tutta la stima che abbiamo per questi due calciatori la sconfitta non si può attribuire a questa scelta di tenerli fuori. Io, come Ancelotti, mi auguro che sia così perché sarebbe un errore dell'allenatore. Ma secondo me non lo è, quello al massimo è stata una concausa con una percentuale molto ridotta. Bisogna capire perché il Napoli sbaglia gli approcci. In questo caso è stato sbagliato tutto il primo tempo, non solo qualche minuto. La squadra in certi momenti, soprattutto in giocatori bravi tecnicamente come Insigne, ha quell'atteggiamento di chi si sente molto superiore agli avversari. Il Napoli è sì una squadra superiore alla maggior parte delle altre del campionato italiano, ma non tanto, i valori non sono così diversi, seppur buoni".

Spiegaci meglio. "Il Napoli non è fortissimo, ma diventa fortissimo se l'aspetto tecnico è accompagnato da quello tattico e quello mentale, ossia dalla concentrazione, dalla determinazione, dalla convinzione. Questo sta venendo a mancare nei giocatori. E' una squadra reduce da 91 punti lo scorso anno, dall'arrivo di Ancelotti e dalle prime due vittorie. Questo potrebbe aver innescato un meccanismo pericoloso di superiorità, facendo diventare la squadra come il Napoli del 'Tanto la vinciamo', affidandosi soltanto alla tecnica. Ad un certo punto è sembrato di vedere partite di squadre del livello di Real Madrid, Barcellona, che giocavano primi tempi orrendi, come fatto dal Napoli, andando poi a vincere nella ripresa. Loro possono farlo, squadre così forti vincono anche affrontando le partite con quest'atteggiamento. Il Napoli non può permetterselo, lo pagherebbe troppo nel corso della stagione. Non voglio dire un bagno d'umiltà, ma una consapevolezza dei propri limiti per essere ancor più forte".

Sei gol subiti in tre partite: nell'occhio del ciclone anche la difesa. "Forse i difensori non sono al massimo della condizione, ma sono gli stessi dello scorso anno. Loro hanno tre giustificazioni per questo calo di rendimento. Anzitutto il modo diverso di difendere: non c'è più quel lavoro esasperato sulla linea, adesso ci sono delle letture più variegate. Il secondo aspetto è che davanti alla difesa prima c'era Jorginho, che leggeva molto bene le linee di passaggio degli avversari. Faceva un lavoro non appariscente in fase di non possesso, ma fondamentale per il Napoli, riusciva spesso a mettere una pezza. La terza motivazione la si può ritrovare nell'assenza di Reina. Lo spagnolo, pur senza parare tanto, dava ordine all'intero reparto".

Era atteso l'esordio di Diawara, calciatore sicuramente rimandato dopo la prova di Genova. "Io non vorrei dare colpe specifiche ad un singolo, tanto meno a Diawara. Nel primo tempo ha giocato male, ma al pari di tutta la squadra. Anzi, nella ripresa è stato anche uno di quelli che andava a pressare alto, che facilitava il recupero del pallone. Andrà chiaramente rivisto, ma non mi sento di bocciare nessun singolo".

Due note liete: il solito Allan ed Ounas. "Hanno fatto delle ottime giocate, l'esterno giocava molto bene individualmente. Ma si è trattato di cose fini a sé stesse, perché non è che la differenza possono farla due giocatori e basta, se poi il resto della squadra non gira".