L'ultima vittoria Uefa resta del Parma nel '99, Apolloni: "E' una maledizione, ma all'estero sono più avanti..."

Nessuna formazione nostrana ha vinto mai l'Europa League e l'ultima a farlo, quando si chiamava Coppa Uefa, è stato il suo parma.
19.04.2019 16:40 di Redazione Tutto Napoli.net  Twitter:    Vedi letture
© foto di Giovanni Padovani
L'ultima vittoria Uefa resta del Parma nel '99, Apolloni: "E' una maledizione, ma all'estero sono più avanti..."

"E' una maledizione...". Sorride Luigi Apolloni mentre lo dice, ma sa che questa è l'amara verità. O almeno una delle verità del disastro italiano in Europa League. Perché nessuna formazione nostrana ha vinto mai la competizione e l'ultima a farlo, quando si chiamava Coppa Uefa, è stato il suo parma. Nell'estate del 1999. Vent'anni fa, un'era geologica se discutiamo di pallone. "Il calcio, purtroppo, a livello europeo, è cambiato: ha fatto dei miglioramenti, l'Italia non è stata al passo -spiega il tecnico classe '67 di Frascati a Tuttomercatoweb.com-. C'è stata la crisi, è vero, ma le altre nazioni hanno trovato soluzioni a livello logistico come gli stadi, con delle strutture che hanno accolto i tifosi. Hanno reinvestito le risorse nel modo giusto, in Italia non c'è stato il passo che doveva essere fatto e ne stiamo pagando le conseguenze".

Allianz Stadium a parte.
"L'unica che sta cercando di essere al passo è la Juventus, purtroppo una partita come quella con l'Ajax capita. La Champions è quasi un'ossessione per lei, le avversarie sono 'più tranquille' in questo senso perché hanno davanti giocatori con grandissima pressione e sono motivatissime".
Ieri è uscito ai quarti anche il Napoli.
"Il Napoli è una squadra che stava facendo bene, sta facendo bene anche in campionato, peccato. Le altre, però, sono un passo più avanti a livello europeo: hai difficoltà che non superi anche per questo".
E' un problema di singole società o di sistema?
"A livello di squadre italiane, ci sono pochi grandi giocatori italiani nelle big. Ai miei tempi era diverso, c'erano giocatori con altre qualità: l'Italia era in un momento diverso. La Germania, per esempio, stava costruendo e ricostruendo: lì hanno rifatto gli stadi, per la gente, e questa porta soldi e investimenti. E' un fattore importante così come le pressioni. Da noi sono triplicate e lo vedi anche nel continuo cambio degli allenatori, basti vedere la Roma".