I labiali per Insigne e le dichiarazioni su Jorginho: immagini e parole del disastro di Ventura

 di Dario De Martino Twitter:   articolo letto 55535 volte
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I labiali per Insigne e le dichiarazioni su Jorginho: immagini e parole del disastro di Ventura

Immagini e parole, il disastro in pochi flash e qualche dichiarazione. Basta fotografare il destino dei due "napoletani" dell'Italia per sintetizzare la confusione mentale di Giampiero Ventura e della sua Italia. Dopo 60 anni la Nazionale non disputerà un Mondiale. Si parlerà dei problemi del movimento calcistico italiano, dei settori giovanili e tante chiacchiere che non porteranno ad alcun rinnovamento. Quel che si poteva cambiare davvero e facilmente era un ct allo sbando. Tantissimi i segnali della confusione. Guardandoli da Napoli, due in particolare, la gestione di Lorenzinho e di Jorginho, tra i pochi piedi buoni relegati a ruoli marginali. Per Lorenzo parlano le immagini e poche parole, per Jorginho vecchie conferenze stampa: scene che simboleggiano il caos di Ventura. 

I LABIALI PER LORENZO. Tre scene in pochi giorni che restano in mente: il labiale di Lorenzo contro la Svezia, le sue parole nel dopo-partita e il labiale di De Rossi di ieri. Partiamo dall'andata. Insigne viene lasciato in panchina. Il talento più puro di questa Nazionale, a detta di tutti gli esperti, sacrificato sull'altare di un 3-5-2 senza nè capo nè coda che punta a sfidare i giganteschi svedesi con i lanci lunghi verso due prime punte senza movimento. Quando è sotto di un gol, Ventura decide di provare a inserire la classe, il talento, la stella dell'Italia, per provare ad ottenere una svolta. Dove sarà schierato Insigne? Ala sinistra, lì dove fa ammirare colpi di classe e talento? Seconda punta o trequartista, lì dove viene schierato (dall'inizio) solitamente uno che indossa la 10? Macchè, al posto di Verratti, da interno. Più di tante parole, parla il labiale di Insigne. 

Le parole di Insigne nel dopo partita chiariscono ancor meglio, la folle mossa del ct e la disponibilità e il disappunto di Lorenzo: "Il mister mi ha chiesto se me la sentivo di sostituire Verratti, ho detto di sì perché voglio dare il 100% in ogni ruolo. Sono un giocatore più offensivo, le scelte spettano al ct e non ai calciatori". 

Ieri nuova puntata dell'assurda gestione di Insigne. Se possibile, Ventura ha fatto peggio. E' stato capace di essere eliminato senza giocarsi la carta migliore del mazzo di carte a disposizione. Neanche un minuto in campo per Lorenzo il Magnifico, l'arte chiusa in uno sgabuzzino. Ed ecco il secondo labiale. Quello di De Rossi. Il secondo di Ventura lo chiama per farlo scaldare, lui lo guarda sbigottito, indica Lorenzo lì vicino e dice "Dobbiamo vincere, non pareggiare". E De Rossi non è certo uno che si tira indietro o che non vuol giocare. Ma sa che se c'è un giocatore su quella panchina che può cambiare la partita è Insigne. Lo conferma lo stesso De Rossi nel dopo-partita: "Ci riscaldiamo a tre alla volta. Ho detto al prof che dovevamo vincere e segnare, ho fatto il nome di Insigne perché era vicino a me ed in quel momento servivano gli attaccanti". Niente da fare. Ventura esce dal mondiale senza la sua stella più brillante. Difficile da digerire, impossibile da comprendere. 

"NON SERVE IL METODISTA".  Se vogliamo, ancor più paradossale è la gestione di Jorginho. Il regista azzurro negli ultimi anni si è consacrato come uno tra i migliori in Italia nel suo ruolo. Soprattutto negli ultimi tempi la sua crescita è stata esponenziale. Così come per Insigne, anche queste considerazioni le hanno notate tutti. Tutti tranne uno, Giampiero Ventura. "È il miglior metodista del campionato, ma noi giochiamo senza questo ruolo. Per questo non posso chiamarlo" il concetto ribaditido a più riprese dal Commissario Tecnico a chi gli chiedeva, tra cui lo stesso calciatore con cui polemizzò, perchè l'ex Verona non fosse mai convocato. Jorginho è italo-brasiliano e la Nazionale verde-oro inizia a mettere gli occhi su di lui. Così qualcuno in Federazione potrebbe aver chiamato Ventura dicendogli: "Non possiamo perderlo". Ed ecco che Jorginho viene finalmente convocato. Andata in panchina, poi, in una formazione già annunciata alla vigilia, al ritorno è in campo. Eppure nella conferenza stampa prepartita Ventura dice: "Quello che ho detto in passato sul suo conto lo pensavo e non cambio idea".  Contraddizione evidente, confusione totale. Ma tant'è. Ieri si è visto quanto serviva il metodista a quest'Italia. Dopo due anni, questa Nazionale ha cambiato volto con Jorginho in campo. La squadra ha finalmente avuto ordine e struttura. Basta dare un'occhiata alle pagelle dei quotidiani di oggi per l'italobrasiliano. Per una volta tutti d'accordo: convocazione arrivata troppo tardi. 

Gazzetta 6: "E' dura passare dall'università di Sarri alle elementari di Venutra. Errori basici da smarrimento e intuizioni notevoli, tipo la palla per Immobile. Ha idea di gioco e senso geometrico: coltivimoli". 
Tuttosport 6,5: "Ah perchè solo ora, perchè solo nella partita senza domani? Ha dato ordine alla manovra e si è inserito, alla prima volta azzurra, con ottima personalità: si è proposto, ha distribuito palloni, ha guidato i compagni. L'uomo d'ordine che è sempre mancato all'Italia di Ventura". 
Corriere dello Sport 6: "Il regista che serviva, ma Ventura lo ha scoperto troppo tardi. Gara ordinata con tanti recuperi". 

Insomma, dai quotidiani sportivi emerge l'idea che l'Italia è cambiata con Jorginho. Chissà cosa sarebbe successo con lui, Insigne e un 4-3-3. Che peccato!