Impresa 'storica' ma non basta: resiste il vizio di non accontentarsi mai

15.03.2019 08:54 di Redazione Tutto Napoli.net  Twitter:    Vedi letture
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Impresa 'storica' ma non basta: resiste il vizio di non accontentarsi mai

Per la terza volta nella sua storia il Napoli accede ai quarti di Europa League, che prima si chiamava Coppa Uefa. Era successo con Maradona, nel 1989, l'anno del trionfo, e poi con Benitez, nel 2015, quando il Napoli fu eliminato solo in semifinale dal Dnipro. Ecco perché, in novant'anni di vita, l'impresa di ieri è da considerarsi 'storica'. Non perché impossibile, ma perché s'è trattata di una vera e propria eccezione, di un evento straordinario che va sottolineato. Eppure, in città, nei bar o sui social, si parla soprattutto della prestazione, della prova offerta. I tifosi sono delusi per la sconfitta, preoccupati per il 3-1 e non felici per la qualificazione. Resiste il vizio di non accontentarsi mai, un po' come quando il Napoli usciva dalle competizioni dopo aver dato il massimo: è successo diverse volte ma in quel caso "contava la qualificazione". Ora che è stata ottenuta si valuta la prova, le disattenzioni difensive - con reparto inedito, giusto ricordarlo - e la scarsa brillantezza di alcuni. Tutte chiacchiere destinate a durare altre poche ore. Alle 13 il sorteggio di Nyon, il Napoli è tra le prime otto squadre d'Europa League e ha tutta l'intenzione di vincere la competizione. Potrà farlo sfruttando la forza dell'organico e l'esperienza di Ancelotti.

MA NON SI DEVE PERDERE 3-1 - Lo hanno detto molti tifosi, hanno ragione. Ma il calcio non si può allontanare dall'aspetto psicologico. Il Napoli, ieri, ha giocato la partita che s'aspettava. E' partito all'attacco per segnare, ci è riuscito, quindi ha giocato a risparmio energetico (che motivo c'era di 'dare il massimo' quando si poteva gestire la partita?) sapendo di dover subire addirittura cinque gol per la clamorosa eliminazione. Lo ha fatto contro una grande squadra e preservando energie preziose in vista del futuro. Si sentiva tranquillo e infatti quasi mai ha creduto di perdere la qualificazione. In più, la rimonta austriaca - visto che non era una squadretta? - nasce da un errore di Allan, un episodio. Come il palo di Fabian. Contava la qualificazione e non i tre punti: anche in questo prevale l'esperienza di Ancelotti.