Le bugie di Mazzarri e quella frase di cattivo gusto. Walter ha un caratteraccio, ma ha sbagliato. Benitez scelta giusta: allenatore al top, che senza forti garanzie non firmera' il contratto
L'addio di Walter Mazzarri è stato uno stillicidio. Mesi e mesi a dire “poi vediamo”, e dopo che ha annunciato l'addio sia il tecnico che il presidente hanno “confessato” che si stavano guardando intorno da mesi. Non è il caso di fare di nuovo tutta la cronistoria, ma brevemente i punti da fissare sono che De Laurentiis sperava fino alla fine che Mazzarri potesse cambiare idea, e quindi così si spiega il fatto di aver pregato il toscano fino allo stremo, senza mai dire mezza parola in polemica con lui. Tanto di cappello, soprattutto per i modi da signore (e questa è, volendo, una notizia), ma anche perché se lasci andar via Mazzarri e porti Benitez il gioco vale la candela.
WALTER CI HA MESSO IL CUORE. Diverso e molto più ombroso è stato il comportamento di Walter Mazzarri: dopo la turbolenta estate 2011 (litigio con De Laurentiis e minacce di esonero) il tecnico toscano ha giurato di non voler mai più rinnovare col Napoli in modo pluriennale. Ma la scorsa estate ha anche cominciato a parlare seriamente di divorzio e di cambiare aria: «Decido a fine stagione», è stata la cantilena che abbiamo sopportato per quasi un anno. A ottobre sono insorti, per di più, dei problemi di salute, che hanno costretto Mazzarri a un piccolo intervento (quello alla famosa clinica di Mercogliano) che lo avrebbe dovuto tenere a riposo per almeno 15 giorni. Neanche per idea, Mazzarri il giorno dopo (contro il parere dei medici) era già in campo. E qui giù il cappello, perché l'allenatore toscano ci ha messo il cuore, la passione. Rischiando, però, anche la sua salute. Parlava di fermarsi per tutelare proprio quella, e lo smettere di fumare lo testimonia.
CONFUSIONE E QUALCHE BUGIA. Per fortuna Mazzarri si è rimesso in fretta, e col passare dei mesi ha abbandonato l'ipotesi di fermarsi. Però, proprio mentre a Napoli i suoi instancabili adulatori lo davano vicino alla conferma, in realtà lui si stava allontanando dall'azzurro. Il suo avvocato-procuratore aveva avviato contatti con Inter, Roma e alcuni club esteri per trovargli una nuova squadra. I “non lo so” di Mazzarri, a questo punto, diventano meno credibili. Lo erano fortemente i propositi di fermarsi, pronunciati dopo la partita con la Roma. Difficile che ciò accada visto che si è “fermato” solo 72 ore in attesa di definire con l'Inter (e dopo aver rifiutato i giallorossi). Ma in particolare non si capisce perché aveva detto che avrebbe annunciato il suo futuro dopo il Bologna (ossia secondo posto matematico) e poi ha cambiato idea, rimandando (l'addio) alla gara con la Roma? Per quale motivo? Addirittura i giocatori del Napoli speravano fino alla vigilia dell'ultimo match di campionato che lui potesse cambiare idea.
LA FRASE SBAGLIATA. Segreti e piccole bugie, che hanno reso questo addio col sapore stizzito. Niente toglie a Mazzarri i suoi grandi meriti, e quella che comincerà dopo di lui sarà un'era sicuramente difficile. Però, poteva risparmiarsi una frase di pessimo gusto pronunciata quando era ancora allo stadio “Olimpico”: «Da domani non parlerò più del Napoli», ha detto in modo stizzito almeno un paio di volte. Ma perché Walter? Perché scappare così e voltare le spalle? Davvero è questo il rispetto che merita Napoli e i tifosi che tanto ti stimano. Sicuramente Mazzarri ha un brutto carattere, ma è una persona per bene, e non si capisce perché voltare le spalle alla sua gente quando ancora aveva addosso la divisa del Napoli. Perché mai parlare dell'azzurro è così fastidioso? Mazzarri di Napoli deve parlare eccome, per chiarire questa brutta uscita e magari sottolineare qualcosa di diverso, come ad esempio il fatto che i tifosi lo sostengono, e quasi tutti già lo rimpiangono. E sicuramente meritano un grazie. Napoli e Mazzarri non devono lasciarsi male, sarebbe un gran peccato.
RAFA VUOL DIRE FIDUCIA. Ma già è tempo di voltare pagina: l'arrivo di Benitez è salvifico. Il tecnico spagnolo, nonostante l'ombra del fallimento all'Inter, è uno che ha vinto tutto. Prototipo dell'allenatore serio, vincente, e che può portare il club a un livello internazionale e moderno. Tutti aspetti che non possono che giovare al calcio Napoli. Ma soprattutto, prima di firmare Benitez chiederà forti e concrete garanzie tecniche, vale a dire grandi acquisti. Stiamo pur certi che senza garanzie lo spagnolo mai tornerebbe in Italia. E quindi il primo passo è quello giusto. De Laurentiis, probabilmente, una piccola pietruzza dalla scarpa vuole togliersela. Dimostrare a Mazzarri che questo Napoli può vincere.
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