Mercato avviatissimo a venticinque giorni dal ritiro. Addio titolarissimi, quattro esterni per due maglie. Mazzarri può aver fatto un favore al club, parte realmente lo scouting. Cavani rovina i piani di De Laurentiis

Mercato avviatissimo a venticinque giorni dal ritiro. Addio titolarissimi, quattro esterni per due maglie. Mazzarri può aver fatto un favore al club, parte realmente lo scouting. Cavani rovina i piani di De Laurentiis
lunedì 17 giugno 2013, 13:40L'Editoriale
di Antonio Gaito

E' partito il countdown per le prime parole da tecnico del Napoli di Rafa Benitez. Quattro i giorni che mancano per la presentazione dello spagnolo, mentre prima del ritiro di Dimaro la società ha a disposizione altri 25 giorni per definire le tante trattative portate avanti in quest'ultima settimana. Per il momento, dopo l'addio di Mazzarri, tornano alla mente le parole di Aurelio De Laurentiis che rassicurò sull'operato della società i tifosi presenti alla cena sociale a Villa D'Angelo: "Non preoccupatevi della partenza di Mazzarri o di quella di Cavani, l'importante è che non sia De Laurentiis a rompersi le scatole..."

E' passato un mese da quello che fu a tutti gli effetti il saluto di Walter Mazzarri alla squadra ed il Napoli ha già intrapreso - senza farsi prendere alla sprovvista - un percorso completamente nuovo. De Laurentiis s'è catapultato su un tecnico di caratura internazionale - tutti i principali candidati avevano questo requisito - e di colpo quanto di buono fatto da Walter Mazzarri è stato cancellato da una piazza che rischiava di affrontare una nuova stagione ancorata a quanto fatto e non proiettata su quello che c'è da fare, senza riuscire a voltare pagina. Parallelamente all'arrivo dell'ex Chelsea è cambiato un mondo intorno al club partenopeo. S'è parlato di brand, potenzialità economiche, ma quelle miglioreranno ulteriormente con l'eventuale arrivo di risultati in campo europeo. Il brand, per ora, è cresciuto per i tanti giocatori d'Europa e Sudamerica che vedono con occhi diversi il progetto partenopeo ora che in panchina c'è un tecnico che ha vinto ad esempio in Spagna, in un club che non è Real o Barça, ed in Europa con tanti club diversi.

Con l'approdo di Rafa Benitez, la società sta valorizzando il lavoro che va avanti da anni del settore scouting. Giocatori come Fernandez e Vargas non hanno portato risultati positivi con la gestione Mazzarri, ancorata all'esperienza ed alla mentalità di rischiare poco o nulla, e non a caso negli ultimi tempi il mercato è stato esclusivamente di stampo italiano. Da non dimenticare che, se fosse rimasto, la promessa del club era quella di arrivare a giocatori come Astori, Nainggolan, Matri, Osvaldo e via dicendo. Lo scenario attuale è completamente agli antipodi da questa visione. Spazio all'estero, con maggiori rischi dovuti all'ambientamento nel nostro campionato, ma su giocatori relativamente giovani (ma pronti) e che hanno valutazioni assolutamente inferiori a quelle che vengono fatte dai club di A, probabilmente per giocatori anche con meno prospettive. E, considerando il budget di quest'anno, se Mazzarri sentiva da tempo il bisogno di cambiare probabilmente ha scelto l'anno migliore, dando l'opportunità al Napoli di ricominciare in un anno in cui i fondi non mancano.

Proprio al mercato internazionale sta ricorrendo il Napoli per accontentare le richieste dello spagnolo. L'unico rischio, scrivevamo al momento del suo arrivo, era quello di ripetere l'errore dell'Inter che confermò gran parte della rosa, senza dare a Benitez quegli elementi utili per il suo 4-2-3-1 e che quindi si ritrovò ad inventarsi esterni offensivi come Biabiany e Coutinho. Non è casuale che il Napoli quel reparto l'ha già completato: Insigne, Mertens, Cerci e Pandev. Quattro per due ruoli, anche se con caratteristiche leggermente diverse con alcuni più bravi nel tiro o superare l'uomo, altri di più a convergere, ma il tecnico li ruoterà a suo piacimento di gara in gara. Inutile ribadire che viene completamente a cadere il concetto di titolarissimi che c'era con Mazzarri, e che al massimo maggiore continuità potrebbe averla Insigne che è in crescita esponenziale e con Benitez può esplodere nel ruolo a lui più congeniale.

Anche negli altri reparti la situazione è ben definita. Per il centrocampo l'obiettivo è Gonalons, centrocampista d'ordine poco appariscente ma essenziale nel gioco del Lione. Aulan non vuole cederlo, ma il club francese negli anni ha dimostrato che di fronte ad offerte importanti nessuno è incedibile. Stesso discorso per Rami del Valencia che può partire per una cifra al di sotto dei 12mln della clausola rescissoria. Un mercato, con i colpi Mertens, Cerci, Rami, Gonalons, che al momento consisterebbe in un esborso di circa 40mln di euro, più o meno la cifra stimata del tesoretto del ritorno in Champions, ma a cui va aggiunto il ricavato dalle tante cessioni che saranno operate nei prossimi giorni (almeno dieci i giocatori in esubero che saranno piazzati). Non si dimentica l'impronta prospettica che De Laurentiis vuole tenere e, in questo senso, si monitorano tutti i talenti in rampa di lancio come Simone Zaza su cui però c'è il duello eterno con la Juventus (capitolo a parte meriterebbe anche la mossa poco rispettosa su Zuniga...) mentr per il portiere si vuole strappare alla concorrenza Rafael, a costo di pagare un ingaggio pesante ad un dodicesimo per altri dodici mesi ma assicurandosi un portiere dal grande futuro.

L'incognita - fino ad un certo punto - è rappresentata dal terminale offensivo. Dzeko rappresenta la prima scelta (anche per i tifosi, come dimostra il nostro sondaggio attivo in home) ma Cavani vuole il Real Madrid. De Laurentiis potrebbe trattenerlo, non avendo bisogno di cederlo in questa stagione che prevede l'introito della Champions, ma la volontà del giocatore è ormai chiara. Anche a fronte di un'offerta di 63mln di euro - che al momento sembra di per sè già improbabile - il Napoli potrebbe dire di no. La clausola prevede il pagamento in un'unica soluzione entro poche settimane - assurdo ipotizzarlo in questo periodo di crisi globale - ed altri 6-7mln da versare ai club in cui il giocatore è cresciuto. Il calcio di oggi, però, dimostra che è inutile trattenere un giocatore scontento. Al di là del rendimento in campo, poi, si rischierebbe uno scontro frontale che non farebbe bene a nessuno. Giocare a Napoli, ed in particolare in questo Napoli che sta nascendo, deve essere un merito ed un onore, non una costrizione.