Nell’anno del Var applausi a questa squadra e tante lacrime di gioia. Rivoluzione ma per ripartire e vincere. Onore a Maggio!

Peccato per Cristian Maggio che non è entrato nel finale
20.05.2018 20:22 di Francesco Molaro Twitter:   articolo letto 22328 volte
© foto di Federico De Luca
Nell’anno del Var applausi a questa squadra e tante lacrime di gioia. Rivoluzione ma per ripartire e vincere. Onore a Maggio!

Nell’anno che si sperava il Var potesse cambiare l’andamento del calcio italiano, nell’anno cui il bel gioco poteva sopperire ai campioni e battere le panchine lunghe e i poteri forti. Nell’anno in cui i record battuti non bastano a vincere il campionato, in un anno dove è ancora successo di tutto  e il contrario di tutto salutiamo il campionato 2017/18 con le lacrime negli occhi. Una città, una squadra, un allenatore, una società che hanno provato a regalarsi un sogno bellissimo. Ripercorrere il campionato diventa ancora più doloroso, perché il rammarico è tanto. Quante partite che ci hanno lasciato nel cuore una gioia incredibile e quante ci hanno lasciato un po’ di amaro in bocca perché potevano anche vincere. Certo fare più di 91 punti era quasi impossibile eppure la Juve li ha fatti, di riffa o di raffa e con i soliti aiutini. Un’annata che non dimenticheremo facilmente, per la vittoria a Torino, in quello stadium, con il ritorno in città e i 10mila di Capodichino. Le vittorie esterne, i punti fatti, i risultati di un torneo che rimarrà nella storia. La gara col Crotone non ha storia. La si vince nel primo tempo. Due gol con Milik e Callejon, con le grandi giocate di Insigne. Nella ripresa si pensa solo a chiudere la stagione. Segna il Crotone ma è troppo tardi per i calabresi. Unica nota stonata, Sarri non fa giocare Maggio. Il calciatore da 10 anni in maglia azzurra lascia Napoli applaudito dal San Paolo che forse poteva avere una standing ovation finale. Forza Napoli sempre e che il sogno possa continuare.