Morte Belardinelli, il capo ultrà interista "segue regole d'omertà": non collabora e resta in carcere

La “scelta” di Marco Piovella di non collaborare “nonostante il dolore mostrato per la morte di Daniele Belardinelli, costituisce un forte ostacolo per l’accertamento di chi ne sia il responsabile”
07.01.2019 15:22 di Redazione Tutto Napoli.net  Twitter:   articolo letto 20352 volte
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
Morte Belardinelli, il capo ultrà interista "segue regole d'omertà": non collabora e resta in carcere

La “scelta” di Marco Piovella di non collaborare “nonostante il dolore mostrato per la morte di Daniele Belardinelli, costituisce un forte ostacolo per l’accertamento di chi ne sia il responsabile”, perché il capo ultras “si è rifiutato anche di dire chi fosse intorno a lui” e “possa aver notato la vettura o le vetture che hanno travolto la vittima”. Anche per questo il leader dei Boys nerazzurri deve restare in carcere. Come riporta l'edizione online de Il Fatto Quotidiano, lo ha stabilito il gip Guido Salvini respingendo la richiesta di domiciliari avanzata dai legali del designer, indagato per gli scontri prima di Inter-Napoli nel corso dei quali è stato investito Belardinelli, deceduto poche ore dopo in ospedale. Ad avviso del giudice, Piovella “ha seguito la regola dell’omertà propria” dei gruppi della curva “che ne uscirebbe certamente rafforzata se egli fosse scarcerato provocando ostacoli ancora maggiori all’accertamento della verità“.