Roma, pazza idea di Friedkin: De Rossi a Roma come Pirlo alla Juventus

Dan Friedkin ha già capito, in pochi giorni, quel che James Pallotta non ha realizzato nel corso degli anni.
10.08.2020 16:20 di Gennaro Di Finizio Twitter:    Vedi letture
© foto di Alessio Del Lungo
Roma, pazza idea di Friedkin: De Rossi a Roma come Pirlo alla Juventus

Dan Friedkin ha già capito, in pochi giorni, quel che James Pallotta non ha realizzato nel corso degli anni. Che la Roma è dei romani, dei romanisti. Che consegnare la panchina a Daniele De Rossi sarebbe più di una folle idea. In fondo la Juventus ha tracciato una via che è un sentiero in una selva oscura ma altrettanto affascinante con Andrea Pirlo. E' una sfida e l'incognito rappresenta spesso il sale che muove i cuori e porta i progetti oltre l'ostacolo. Figli di un guardiolismo minore, in Italia spesso ci siamo perduti alla corte di portenti che poi tali non sono stati. Però in questi due casi, probabilmente unici, ragioniamo di Gronchi Rosa. Di due patrimoni inestimabili del nostro pallone che hanno guadagnato galloni sul campo e che quelli sono pronti a sbattere subito sul tavolo dell'inesperienza. Il gap che c'è stato, e non è stato colmato, tra Maurizio Sarri e lo spogliatoio della Juventus, è stato anche figlio di un rapporto che non è stato paritario sin dai primi vagiti. Per Pirlo sarà diversamente, e volente o nolente, questa è la storia ed è anche uno dei motivi per cui Agnelli lo ha scelto. Perché dal pantaloncino alla giacca e alla cravatta, il fascino e l'autorità del campione diventano subito rispetto e riverenza.

De Rossi è un'idea concreta. Per questo Dan Friedkin non è rimasto insensibile davanti alla scelta di Andrea Agnelli, inevitabile modello anche per il neoproprietario della Roma. Chissà se ci sarà tempo, però la panchina di Paulo Fonseca non pare così salda come un tempo e il fatto che stia sondando altri nomi, tra cui e soprattutto quello di De Rossi, ne è la controprova. Fascino e azzardo, le certezze finiscono qui. Solitamente. Solo che nel caso di DDR, c'è altro, come e anche più che per Pirlo. C'è identità, c'è conoscenza, c'è senso d'appartenenza. C'è la consapevolezza che sarebbe una casa, nuova, diversa, ma pur sempre casa. E questo vuol dir tanto, quando c'è da risvegliare lo spirito e l'entusiasmo sopito. Friedkin lo ha capito, da subito. Agnelli ha acceso la scintilla, dell'apparentemente incosciente e solo affascinante azzardo.