Dossena: "Me ne andai da Napoli per orgoglio, non capii la situazione e mi feci incantare dalle parole..."

Le sue parole
12.01.2018 22:40 di Redazione Tutto Napoli.net  Twitter:   articolo letto 36815 volte
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Dossena: "Me ne andai da Napoli per orgoglio, non capii la situazione e mi feci incantare dalle parole..."

Mercato di gennaio che ha aperto da oltre una settimana i battenti. Fra i giocatori protagonisti in passato in questa finestra trasferimenti c'è Andrea Dossena, al Napoli nel 2010 e tre anni più tardi al Palermo. Ai microfoni di Tuttomercatoweb ci racconta la sua esperienza.

Andrea Dossena, conviene a una società comprare a gennaio? "Tutto sta nella condizione fisica del giocatore. Per fare un esempio, l'anno scorso Gagliardini arrivò all'Inter in una condizione fisica ottimale e ha chiuso con un ottimo campionato. Quest'anno ad esempio è diverso. Per quello che mi riguarda e parlo del trasferimento al Napoli nel 2010 io ero reduce da sei mesi al Liverpool in cui avrò fatto 4 partite e non volevo più rimanere, anche perché il club aveva altre idee. Di conseguenza, con pochi minuti nelle gambe, il mio valore ho potuto dimostrarlo dalla stagione successiva. Se una società vuole fare il salto di qualità nell'immediato deve prendere il giocatore che in quel momento sta facendo un campionato pazzesco, al quale servirà solo imparare i meccanismi della nuova squadra".

Hai vissuto la bella parentesi al Napoli ma anche il trasferimento a gennaio in una squadra che stava andando male: il Palermo "Col senno di poi è una scelta che non rifarei. Me ne andai da Napoli per orgoglio personale, non capii bene la situazione e mi feci incantare dalle parole. Passai da una squadra di vertice alla penultima in classifica. Scelsi Palermo conoscendo la piazza ma mai pensavo di trovarmi in una situazione del genere. Dopo 2-3 settimane mi sono chiesto: 'Cosa ho fatto?'. Troppa confusione, avremo cambiato 4 allenatori, non c'era la possibilità di fare bene. Potevo vivere di rendita al Napoli, fermo restando che a giugno me ne sarei andato comunque visto che sarebbe arrivato Benitez. La realtà è che con questo sistema i giocatori si trovano ogni sei mesi a un bivio".

Alla fine dei conti conviene a un giocatore trasferirsi a gennaio? "Il calciatore deve solo pensare al campo. Poi se la tua società trova l'accordo con un altro club e per esigenze economiche o altro decide di venderti, allora vai via. So che è difficile, che un ragazzo si fa tentare, ma la cosa migliore a gennaio è spegnere il telefono e pensare solo a giocare. Si parla molto ultimamente di Verdi e io gli dico: non sentire le voci, pensa solo ad allenarti. Perché alla fine è il campo che parla e se fai bene le società ti prendono anche a giugno. Per quello che mi riguarda in una finestra di gennaio avevo la possibilità di andare al Tottenham. L'Udinese, che deteneva il mio cartellino, si oppose perché per politica non vendeva i migliori giocatori a stagione in corso. I fatti hanno dato ragione a loro, perché sei mesi più tardi continuando a fare bene mi ha acquistato il Liverpool".