Il punto del Direttore: "Solito Conte, attacca ma ambiente mai così morbido. Bravo ADL..."
Il direttore di Tutto Napoli e Radio Tutto Napoli, Antonio Gaito, è intervenuto nel corso di 'Sabato Azzurro' su Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito o sulle app (qui per Iphone/Ipad o qui per Android).
Come si giudica questa conferenza stampa di addio di Antonio Conte assieme al presidente De Laurentiis?
“Alla fine c'è unità sull'addio. Su altri temi li ho visti smentirsi a più riprese. L'unica cosa su cui concordano è la separazione, perché Conte ha comunicato che vuole andare via, De Laurentiis ne ha preso atto. Poi, per il resto, ho visto una diversità di opinione anche su quello che forse è stato il contenuto di questa telefonata. De Laurentiis ha iniziato la conferenza stampa raccontando di questa separazione, di questa telefonata, con Conte che non se la sente, e lui che sottolinea che Napoli ha bisogno di tenere certi parametri, di rispettare certi bilanci, che non sarà mai il City, il Real Madrid, il PSG o le 5-6 inglesi. Facendo intendere che questo è il motivo per il quale Conte va via: una motivazione di programmazione, di diversità sugli obiettivi. Dopo due mercati così importanti, il Napoli non potrà fare un altro mercato così dispendioso, anche perché nel caso dovrebbe prima cedere, perché ha una montagna di giocatori tra quelli già in essere e quelli che rientreranno. C'è chi lo racconta come ridimensionamento, c'è chi lo racconta come razionalizzazione, però questa è la situazione del Napoli: fa meno 30, probabilmente meno 40 milioni di euro come rosso. Dopo due rossi di bilancio, il terzo deve essere un anno un po' diverso. Nulla di trascendentale, nulla che mette a repentaglio la competitività del club, soprattutto se si crede su questa squadra. Invece evidentemente Conte non ci crede, è abituato ad avere pretese diverse e quindi questa è la linea che è trapelata da De Laurentiis.”
Qual è stata invece la posizione di Conte?
“Conte invece dopo dice: no, non siamo proprio arrivati a parlare della programmazione. Io ho comunicato che il mio percorso finisce qui, che sento che il percorso è finito qui. Quindi fa intendere che non si è parlato di programmazione. Forse l'avrà intuita, aggiungo io, e quindi questa è la prima diversità tra i due. Poi Conte ha proseguito in maniera molto avvelenata: un po' fa parte del suo stile, però molto avvelenato sulle critiche che ha ricevuto perché ha attaccato l'ambiente e ha detto: il mio rammarico è non avervi compattato. Come se un ambiente poi dovesse essere compatto. Non ho mai visto un ambiente di milioni di persone che la pensano allo stesso modo. Poi non ho capito a chi si è riferito, perché sono accuse molto generalizzate. Ha etichettato più volte come falliti persone che l'avranno criticato. Quale allenatore quest'anno non è stato criticato? L’MVP Chivu all’inizio veniva deriso, l'avevano già esonerato diversi quotidiani. Poi ha parlato di gente che sparge veleno per i like sui post, quindi non ho capito sinceramente il riferimento per chi fosse: se c'è qualcuno più di altri, un influencer famoso. Veramente sono accuse nel mucchio".
Qual è la tua opinione sulla comunicazione di Conte?
“La mia è che Conte scarica sulla stampa quella che è la sua decisione, perché forse credeva di trovare una comunione di elogi generalizzati anche su una stagione che è stata molto sofferta. Tant'è che De Laurentiis ha svelato che Conte si era dimesso dopo Bologna, cioè voleva dimettersi perlomeno, e lui gli consiglia 7-8 giorni a casa a Torino. Quindi pure lì, io non l'ho detto, però chi raccontava in quei giorni che Conte si era dimesso, perché lui faceva intendere in conferenza di non accompagnare il morto, faceva intendere il passo indietro, i giornalisti che in quelle settimane hanno detto che Conte voleva dimettersi, quindi sono pure loro falliti? Io non l'ho detto, ripeto, però se l'avessi detto De Laurentiis mi avrebbe dato ragione con la sua uscita. Entriamo in una comunicazione di Conte che non mi ha mai convinto, perché Conte questo lo fa da Siena: trovate tutto su YouTube, sono conferenze stampa epiche dove lui attacca l'ambiente. A Siena diceva di non salire sul carro, li chiamava gufi, a Bergamo li chiamava in un altro modo, a Torino non si poteva mangiare nel ristorante da 100 euro con 10 euro, all'Inter pure lì attaccò l'ambiente. Sono passaggi ricorrenti. A me dispiace però dal punto di vista della comunicazione lui vorrebbe l'unanimità di consensi. È umanamente impossibile. Anche se avessi vinto un secondo Scudetto, una persona critica l'avrebbe trovata lo stesso. Figuriamoci una stagione dove non hai mai lottato per lo Scudetto, in Champions League hai fatto le figuracce che hai fatto. Come può Conte aspettarsi un'unità di consenso sull'elogio a 10 lode in pagella?”
La comunicazione non è stata da squadra campione d’Italia?
“Non l'ha fatta poi, alla fine, la comunicazione. Non ci sono state conferenze. Scarica sull'ambiente. Ma se Conte si trovasse in un ambiente super critico, a Madrid o allo United, dove ti distruggono in una partita, cosa avrebbe detto? Forse perciò è uscito anche da un certo giro, nulla contro il Napoli che amiamo, ma dal giro delle big vere, internazionali. Forse per quello Conte è uscito, perché non ha retto certe pressioni, certe critiche. Io raramente ho trovato un ambiente così morbido con un allenatore. Il Napoli è stato molto più critico. Infatti faccio i complimenti a De Laurentiis, perché quando Conte usa questi termini molto forti, ineleganti, falliti, falliti, falliti, De Laurentiis a un certo punto ha detto: Antonio, ma è una situazione italiana, non di Napoli, quella delle critiche, di certi fenomeni che criticano magari andando oltre. Io parlo per me: le critiche che ho fatto sono sempre state contestualizzate a quello che abbiamo visto. Prendi sei gol dal PSV, posso mai dire grande Conte? Sarebbe una presa in giro. Dopo 17 anni la Lazio, posso mai dire grande Napoli? Tutto a posto? Stiamo con 50 infortuni, posso mai dire va tutto bene? Qualche critica dobbiamo farla. Poi ci sarà chi è andato oltre, ma non si è capito quale sia la critica nello specifico. Lui fa tutto un discorso di ambiente, ma così è troppo facile.”
Come hai visto il confronto tra De Laurentiis e Conte in conferenza?
“De Laurentiis faccio i complimenti perché l'ha corretto. Su diverse cose sono stati divergenti, nonostante fossero d'accordo sulle modalità. Sui contenuti sono stati divergenti, perché De Laurentiis l'ha interrotto e gli ha detto: perché te la prendi? Falli parlare. Fagli dire le cazzate. È una situazione italiana, capita ovunque. Non è Napoli che è così. Poi ha fatto l’esempio di Ancelotti: qui addirittura hanno dato del bollito subito a Carlo Ancelotti. Conte pure lì: no, non è vero, perché io ho vinto, Ancelotti non ha vinto qui. Ma Ancelotti dal primo giorno è stato criticato, per esempio. E che doveva fare Ancelotti? Non ha mai replicato, con grande stile, tant'è che uno poi ha proseguito nei grandi club e l'altro no, mi viene da dire. C'è una gestione diversa delle pressioni, dei grandi media. Mi è dispiaciuto molto questo addio avvelenato di Conte, anche se d'accordo con la società ha voluto scaricare forse sull'ambiente. Perché non va via certo per l'ambiente, va via perché teme che il Napoli possa anche arrivare terzo e quarto. Quindi dice: che faccio? Dopo vengo criticato ancora di più. Però questo è il gioco delle parti, caro mister. Bisogna mettere in preventivo che nella vita si può pure fare un terzo posto, perché altri fanno meglio. Quest'anno è andata bene, perché altre big hanno fallito. Il Napoli, con una quota piuttosto bassa, arriva secondo. Lui teme di non arrivare né primo né secondo. E questa è una limitazione, perché così non potrà mai fare un progetto a lungo termine.”
Che Napoli troverà il prossimo allenatore, a livello di piazza, ambiente e rosa?
“Questa uscita di Conte serve solo ad Antonio Conte. Questa conferenza mette un po' in cattiva luce l'ambiente Napoli. Non è come lo descrive Conte. Io non ho mai visto Napoli, come critica, così morbida come lo è stata quest'anno con Antonio. Un altro allenatore, con 50 infortuni, l'avrebbero disintegrato. Garcia, già a 10 infortuni, veniva criticato. Si guarda il curriculum e si dice: è Conte. Proprio perché è un grande allenatore si è andati oltre partite inguardabili, si è andati oltre errori evidenti in alcune circostanze. Ma possono capitare a tutti. La critica è stata molto morbida. Quindi criticare ora l'ambiente in generale, quando c'è stato un trattamento con i guanti, giustamente perché ha vinto anche lui lo Scudetto, mi è parso un pochino esagerato. Ora quello che interessa a chi ha a cuore le sorti del Napoli è fare in modo che il prossimo allenatore non trovi questo disastro, questi veleni. Conte ha fatto la cosa più facile: scaricare su un mestiere, su un settore che è già detestato dai tifosi. Noi giornalisti, opinionisti, siamo il settore più fragile, l'anello debole che tutti i tifosi facilmente criticano. Ora, se leggete i commenti sui social, su qualsiasi piattaforma, dicono bravo Conte contro i giornalisti, hanno criticato, hanno detto delle cose, il male di Napoli. Poi però si svela che pure il fatto delle dimissioni erano vere a Bologna. Quindi chi aveva paventato che Conte si fosse dimesso non aveva detto cose così sbagliate. Questa conferenza fa gioco solo ad Antonio Conte"-
Quale deve essere adesso l’atteggiamento verso il prossimo allenatore?
“Quello che è stato è stato, si gira pagina. Non facciamo trovare al prossimo allenatore, che già avrà tanti problemi, il peso di non chiamarsi Antonio Conte. Già a Napoli è pesante, quando non hai il palmarès. Perché se a Conte certe cose non le hanno addebitate, al prossimo allenatore criticheranno pure cose che magari non ha fatto. Sarà molto difficile. Non stiamo su questa conferenza a chiederci chi è stato il responsabile che ha fatto andare via Conte. Conte non va via perché Antonio Gaito gli ha fatto un appunto o Treviglio o Accardo o chissà chi. Non ci date questo potere di far andare via gli allenatori: è impossibile. Questa uscita di Conte lascia strascichi, così come li ha lasciati in tutte le piazze dove è andato via. A Torino per mesi si è parlato: Conte aveva ragione, non fate mercato, perché nel ristorante da 100 euro non puoi entrare con 10 euro. Poi la Juventus ha fatto la finale di Champions League. Conte ha fatto tantissimo per il Napoli, lo ringraziamo, lo salutiamo, lo applaudiamo. Però ora Conte magari crede che il Napoli non si ripeterà, forse neanche per il terzo e per il quarto posto. Quindi bisogna veramente compattarsi col prossimo allenatore, perché saranno mesi molto delicati per chi arriverà".
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