Cori razzisti al Ferraris, il Roma non ci sta: "Lo sdegno vale solo 20mila euro"

Così l'edizione odierna del quotidiano
16.05.2018 13:40 di Redazione Tutto Napoli.net  Twitter:   articolo letto 12203 volte
Fonte: Giovanni Scotto per Il Roma
Cori razzisti al Ferraris, il Roma non ci sta: "Lo sdegno vale solo 20mila euro"

 

Tanto sdegno, tante prese di posizione forti, ma non è servito. Neanche le immagini chiarissime dei tifosi che al “Ferraris” intonavano cori contro i napoletani sono serviti per ottenere una punizione adeguata. I cori “Vesuvio lavali col fuoco” cantati domenica sera a Marassi durante Sampdoria-Napoli, che hanno fatto interrompere la partita per tre minuti, portano soltanto a una multa nei confronti della Sampdoria. Nemmeno troppo alta, visto che si tratta di appena 20mila euro.

LO SDEGNO E LA VERGOGNA, quindi, valgono appena 20mila euro. Una sanzione con diffida e niente più. Chi invocava la curva chiusa o il Daspo per i colpevoli (inquadrati dalle telecamere) è rimasto sicuramente deluso. Un’occasione persa, anche se la prima interruzione di una partita per cori contro i napoletani è arrivato soltanto all’ultima trasferta. E sulle 19 partite giocate del Napoli fuori casa, in 12 di queste si sono ascoltati i soliti cori beceri. Razzisti, ma che vengono chiamati con una formula “edulcorata”, cori di discriminazione territoriale. E quindi questi cori anti-Napoli costano alla Sampdoria 20mila euro di multa.

QUESTA LA DECISIONE del giudice sportivo della Lega di Serie A, Gerardo Mastrandrea, dopo le gare della penultima giornata del massimo campionato. Per il club blucerchiato ammenda con diffida “per avere suoi sostenitori, nel corso della gara, intonato cori denigratori di matrice territoriale nei confronti dei tifosi della squadra avversaria, che inducevano l’arbitro a sospendere la gara per tre minuti; sanzione attenuata visto anche l’intervento personale e diretto del presidente della Sampdoria al fine di far cessare definitivamente i cori denigratori”. L’intervento di Ferrero, dunque, ha evitato provvedimenti più severi. Ieri Antonello Valentini, ex direttore generale della Figc, ha commentato a Radio Marte la vicenda: «I cori sono stati schifosi, e non mi vengano a parlare di frange. A me più che la minoranza, preoccupa la maggioranza silenziosa, non se ne può più. Le leggi ci sono, ma evidentemente non bastano. Ferrero è stato bravo a scendere in campo ed esporsi in prima persona, Sarri ha ragione: se certi tifosi visitassero Napoli certe manifestazioni di inciviltà finirebbero, purtroppo operate da troppe persone». E da Genova è arrivato un retroscena, per certi versi inquietante: Enzo Tirotta, vecchio capo ultrà della Curva sampdoriana, ha parlato ai microfoni de La Repubblica svelando un retroscena sul gemellaggio tra tifosi organizzati di Napoli e Genoa: «I cori possono essere sbagliati, ma non nascondono niente, nemmeno il gemellaggio con il Genoa, visto che ora i rapporti fra la tifoseria rossoblù e quella napoletana sono un po’ tesi. Gli striscioni? Rappresentano una protesta anche quella, un messaggio a tutto l’ambiente». Domenica sera, dopo che Ferrero era andato sotto la curva a cercare di placare quei tifosi che intonavano quei cori offensivi, l’allenatore dei blucerchiati Marco Giampaolo aveva definito “sfottò” questi cori. Un tentativo maldestro di difendere gli autori, che sono solo una minoranza della tifoseria della Sampdoria.