Dai fischi all'indifferenza per tornare ancora ai fischi: al San Paolo atmosfera surreale

Al novantesimo si fugge da se stessi, il Napoli rientra nello spogliatoio, lo stadio che era deserto si svuota in pochi minuti
10.11.2019 17:45 di Redazione Tutto Napoli.net  Twitter:    Vedi letture
Fonte: Fabio Tarantino per Il Roma
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
Dai fischi all'indifferenza per tornare ancora ai fischi: al San Paolo atmosfera surreale

NAPOLI. Ma allora sono fischi o applausi? Prendete Insigne: contestazione alla lettura delle formazioni, applausi al gol annullato, bordata di fischi al minuto 42 del primo tempo quando spreca un contropiede. Si capisce poco, nella notte gelida del San Paolo. Pochissimi spettatori, 22.947, per una partita triste, oltre ogni riferimento al risultato. La prima dopo l'ammutinamento. Tanta curiosità per la reazione dei tifosi all'ingresso in campo della squadra, ad ogni tocco palla, all'epilogo di una sfida mai così distante dalla classifica. Al novantesimo è caos: calciatori contestati, Fabian è il primo ad uscire, gli altri restano a centrocampo, si guardano negli occhi, vorrebbero essere altrove, sono sfiniti eppure è stata una partita normale, accennano un applauso allo stadio e poi si dirigono a testa bassa negli spogliatoi.

ATMOSFERA. I tifosi avevano fischiato il Napoli durante l'allenamento di giovedì, ieri fino al termine della partita spalti divisi, umore contraddittorio, la notte ha vissuto diverse fasi con un paio di costanti: il minimo storico stagionale e la pioggia che ha sfiduciato gli indecisi dell'ultimo minuto abbattendosi sul San Paolo a poche ore dal fischio d'inizio ma ovviamente anche durante e dopo. In Curva A c'è lo striscione "Rispetto" esposto già giovedì scorso. I fischi, assordanti, si interrompono quando la squadra rientra tutta negli spogliatoi. Fanno festa solo i supporters del Genoa che cantano esultando ad un punto prezioso per la classifica e per il morale.

ACCOGLIENZA. Quando tutto comincia, i primi applausi sono per i portieri, in campo verso le 20 per il riscaldamento. C'è indifferenza per la squadra, che dà i primi calci al pallone nel silenzio del San Paolo. Alla lettura delle formazioni i fischi sono tutti per Insigne, il capitano. Ma due minuti dopo sono applausi, è un urlo di gioia, per il gol che il Var annulla. Perché nel calcio basta poco per cambiare idea. Il primo tempo è vivace, comincia con la squadra che si abbraccia, tutti in cerchio ad un passo dalla panchina. Una scena che i tifosi non apprezzano: fischi. Sai che novità. Si parte: il Napoli ci prova, attacca, non segna. Al quarantacinquesimo i calciatori rientrano negli spogliatoi tra i fischi. Per la prestazione e per tutto quello che è accaduto nei giorni scorsi.

CONTESTAZIONE. Nella ripresa il Napoli attacca a testa bassa, non crea troppe occasioni, i tifosi se ne accorgono e raramente provano a spingere la squadra alla vittoria. Insigne viene sostituito al 65' tra i fischi, entrano Elmas e Llorente, alla fine anche Luperto, è un assedio confuso, quello del Napoli, che non segna però recrimina per un paio di rigori. Al novantesimo si fugge da se stessi, il Napoli rientra nello spogliatoio, lo stadio che era deserto si svuota in pochi minuti, c'è poco caos all'esterno del San Paolo: ne resta tanto all'interno, ne resterà ancora attorno alla squadra e al suo destino, alle difficoltà di un momento storico tra i più difficili degli ultimi anni.