Finita l'epoca dei titolarissimi. E non si parla di rivoluzione

"Se abbiamo una rosa migliorata, di ventidue giocatori, quasi tutti al pari degli altri, per me non si può parlare di rivoluzione, semplicemente una programmazione seria", dice Mazzarri
 di Redazione Tutto Napoli.net  Twitter:   articolo letto 2440 volte
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Finita l'epoca dei titolarissimi. E non si parla di rivoluzione

Suscita ancora qualche perplessità la scelta di Mazzarri di cambiare radicalmente la squadra per la partita di stasera. Ecco quanto riportato da Il Mattino: In campo l’altro Napoli contro gli svedesi dell’Aik Solna per l’esordio in Europa League (ore 19, stadio San Paolo). Turn over totale, dieci giocatori nuovi (confermato solo Aronica), ma guai a parlare di rivoluzione per Mazzarri. «Inizio quest’avventura con entusiasmo, ogni partita mi dà adrenalina. Porto il mio modo di essere in ogni match. Se abbiamo una rosa migliorata, di ventidue giocatori, quasi tutti al pari degli altri, per me non si può parlare di rivoluzione, semplicemente una programmazione seria». Quest’anno non ci sono i «titolarissimi» e gli altri sono tutti titolari nell’idea base di Mazzarri. «La partita successiva si giocherà a Catania, un campo tremendo. Poi c’è la Lazio, quindi la Samp, altra capolista del torneo. Poi il Psv e l’Udinese, una squadra di tutto rispetto. Per questo è normale che giochi chi è stato impiegato di meno. Abbiamo sei gare in diciotto giorni, un ciclo terribile, le prossime tre gare diranno il nostro reale valore». Grande fiducia negli azzurri che schiererà contro l’Aik, recuperato Aronica in tempo record. «Contro l’Olympiacos abbiamo vinto con la stessa squadra. Nelle amichevoli non c’era Cavani e hanno giocato Insigne e Vargas, Pandev ha giocato meno degli altri e questi scogli in precampionato li abbiamo superati. Valuterò El Kaddouri e Mesto per farli esordire dall’inizio».