Hamsik, l'uomo dei 56 rigori

Il talento slovacco piace alla Juve. Il dg del Napoli frena: "Non lo vendo"
06.02.2008 21:40 di Francesco Caputo  articolo letto 15524 volte
Fonte: Tutto Sport
Hamsik, l'uomo dei 56 rigori

« Io sono innamorato di Messi, però... » . Pierpaolo Marino, regista dell’operazione che ha con­sentito il ritorno del Napoli nel gotha del calcio italiano ( ad Aurelio
De Laurentiis,
va da sé, assegnia­mo il ruolo di produttore) smorza con una battuta le voci su una possibile cessione di Marek Hamsik. Voci ali­mentate da un interlocutore d’ecce­zione, Pavel Nedved, che lunedì a Brescia ha dichiarato: « Lo slovacco è il futuro del calcio » . Anche il presen­te di Hamsik non è male, per la ve­rità. Mentre il suo passato genera qualche rimpianto ( bianconero, ma vale pure per Inter e Milan) dal mo­mento che la scorsa estate il Napoli ha versato appena 5,5 milioni nelle casse del Brescia per vincere la cor­sa al gioiellino slovacco. Oggi quella quotazione è quantomeno triplicata.
INFALLIBILE DAL DISCHETTO

Durante la preparazione estiva del Brescia, stagione 2005- 06, Hamsik ha dato ampia dimostrazione della propria infallibilità dagli undici me­tri, realizzando 56 rigori consecutivi mentre in porta si alternavano Agliardi e Viviano. A quel punto, nonostante la giovanissima età, ven­ne eletto rigorista ufficiale e lo è sta­to per due stagioni, prima di essere ceduto al Napoli.  AMB’ SICC’ Hamsik a Napoli è sta­to immediatamente ribatezzato Amb’ sicc’ ( ambo secco), l’impressio­ne però è che nel sceglierlo Marino abbia fatto tombola. Il dg del Napoli è talmente convinto dalla bontà del­l’operazione che si spinge a dire: « Marek mi regala sensazioni che avevo vissuto solo con Maradona e in trent’anni di calcio giocatori alle mie dipendenze ne ho avuti: Voeller, Giannini, Iaquinta... Entro tre o quattro anni Hamsik sarà uno dei migliori calciatori al mondo. E lo di­venterà giocando nel Napoli. Quando lo abbiamo scelto non ragionavamo nell’ottica di qualche mese, ma di an­ni. Il nostro progetto è finalizzato ad arrivare in Champions e, dal mo­mento che non possiamo spendere centinaia di milioni a ogni sessione di mercato, puntiamo sui giovani. Per tenerli, una volta comprati » . Tor­nando ai soprannomi, Paolo Canna­varo chiama il compagno ” Marekia­ro”.

DUE CARTE BIANCONERE

Le parole di Marino fanno presagire una totale chiusura verso eventuali acquirenti, ma la Juve qualche carta per provare a incrinare le certezze del Napoli può giocarle. Le prime due rispondono al nome di Marcelo Zalayeta e Manuele Blasi, attual­mente in comproprietà libera tra le due società. Il dg napoletano la mettà giù dura: « Il rapporto con la Juve è ottimo, ma l’istituto della comproprietà prevede anche la pos­sibilità di arrivare alle buste. Co­munque, sono sicuro che ci mettere­mo d’accordo prima » .
LA CARTA NAPOLETANA

La ter­za è una carta napoletana: Raffaele Palladino. Il giocatore nel ritiro del­la nazionale ha ammesso: « Ne ho parlato con il mio procuratore, l’in­teressamento del Napoli mi ha riem­pito di soddisfazione». Marino am­mette: « Raffaele è un napoletano fat­tivo, serio. E ha ampi margini di cre­scita. Però torno al discorso iniziale, Marek rimarrà a Napoli » . La partita è appena agli inizi, seguiranno ri­lanci e bluff da una parte e dall’altra. Nedved consiglia di andare a vedere...