L'analisi di Carratelli sul Roma: "Il Napoli torna nella città di Mozart per non essere suonato come un anno fa"

Il Napoli torna dopo sette mesi nella città di Mozart per non essere suonato come l’altra volta (1-3) e per ribattere alle “frottole” della critica
23.10.2019 10:50 di Redazione Tutto Napoli.net  Twitter:    Vedi letture
Fonte: di Mimmo Carratelli sul Roma
L'analisi di Carratelli sul Roma: "Il Napoli torna nella città di Mozart per non essere suonato come un anno fa"

Il Napoli torna dopo sette mesi nella città di Mozart per non essere suonato come l’altra volta (1-3) e per ribattere alle “frottole” della critica come le ha definite Ancelotti. Erano gli ottavi di Europa League che il Napoli salvò a Salisburgo grazie al gol di Milik che tagliò le gambe alla rimonta austriaca dopo il 3-0 al San Paolo. Stavolta è in ballo la Champions in un girone in cui il Napoli ha fallito la trasferta di Genk (0-0) contro la squadra-cenerentola del gruppo e così, col Liverpool sicuro qualificato, si profila un duello Napoli/Salisburgo per il passaggio del turno della seconda squadra. Vincendo a Genk, gli azzurri l’avrebbero evitato tenendo a bada gli austriaci. Ma il tecnico azzurro riserva sempre qualche sorpresa e pare che ce ne regalerà anche in Austria. Infoltirà il centrocampo con Zielinski escludendo Insigne? Punterà su Milik o pensa a un attacco Mertens-Insigne (utilizzando, come s’è detto, Zielinski in mediana)? Si parla anche di Lozano. Tutto è possibile, ma questo continuo rimescolamento toglie qualsiasi certezza e identità al Napoli, disorienta i giocatori. Il carisma di Ancelotti tiene a bada le critiche (sono frottole, ha detto), ma la conduzione tecnica della squadra comincia a sollevare qualche perplessità. La partita è molto delicata non solo per il “cammino” europeo, ma per il momento azzurro non esattamente sereno fra le esternazioni del presidente e l’allineamento dell’allenatore alla voce del padrone. Le esternazioni di De Laurentiis sono apparse intempestive, meglio non divulgarle in pubblico, tuonando invece nello spogliatoio. E’ stato un messaggio duro alla squadra, messa a nudo dal presidente davanti agli occhi e alle orecchie di tutti. L’intesa assoluta fra De Laurentiis e Ancelotti mette all’angolo i giocatori che non hanno più nell’allenatore il referente sodale. In effetti, le dichiarazioni della settimana scorsa hanno preannunciato lo smantellamento del Napoli che sarà rinnovato nella prossima stagione si spera su indicazioni precise di Ancelotti (se resta). Gli “smantellati” non avranno gradito e la “scossa” presidenziale potrebbe influire sullo spirito di gruppo degli azzurri. Quel che si nota nel Napoli è proprio la perdita di entusiasmo, non solo quella degli automatismi di gioco per il frenetico turn-over. Il Napoli non ha più la carica emotiva degli anni scorsi. Il primo anno di Ancelotti è trascorso fra continui esperimenti. Il secondo è uguale dopo che il presidente ha rafforzato la “rosa” investendo più di cento milioni nei nuovi acquisti. L’impressione è che ci sia una certa confusione nello spogliatoio. E manca, tra i giocatori, un autentico leader che sappia tenere in pugno la squadra. La partita di Salisburgo, ad alto rischio, deve fugare dubbi, malinconie e supposizioni, rimandando al mittente le “frottole” di giornali e tv. Il Napoli imboccherà, tra campionato e Champions, una serie di sei partite in tredici giorni prima della prossima sosta a metà novembre. Un rovescio in Austria potrebbe condizionare l’intera stagione.