Mertens ha fame di tutti i record: nel mirino c'è Diego, a soltanto tre reti

Adesso nel mirino c’è il più grande di sempre. Ai doriani la rete numero 111 e 112, Diego Armando Maradona è lì, a tre realizzazioni.
15.09.2019 17:15 di Redazione Tutto Napoli.net  Twitter:    Vedi letture
Fonte: di Pierpaolo Matrone per Il Roma
Mertens ha fame di tutti i record: nel mirino c'è Diego, a soltanto tre reti

«Voglio restare. Per battere il record di Marek, per lasciare traccia nella storia di questo club». La prima volta che Dries Mertens ha pensato seriamente di poter diventare il marcatore più prolifico nella storia del Napoli è stato a metà dell’anno scorso, quando ha raggiunto quota 105 gol. Poi, alla rete numero 107, contro il Cagliari nel giorno del suo compleanno, l’aveva anche annunciato pubblicamente. Settanta minuti da protagonista assoluto con la Sampdoria: guizzi, magie, una traversa e soprattutto la doppietta che regala i tre punti al Napoli.

INSEGUENDO DIEGO. Adesso nel mirino c’è il più grande di sempre. Ai doriani la rete numero 111 e 112, Diego Armando Maradona è lì, a tre realizzazioni. Mertens al momento è il terzo bomber di sempre con la maglia azzurra, ma è possibile che a fine anno sia il leader assoluto di questa speciale classifica. Hamsik, al quale Dries ha già lanciato il guanto di sfida, è è a quota 121. Nove gol dietro c’è il belga, l’idolo della tifoseria, che quando viene sostituito si becca la meritata standing ovation del San Paolo. E nel post-partita la solita, lucida benché a caldo analisi: "Era importante, dopo le nazionali, vedere come saremmo tornati, specie chi viene dal Sudamerica. è sempre difficile, ma oggi abbiamo dato un buon segnale. Nel primo tempo un po’ meno, ma nella ripresa abbiamo fatto vedere di avere voglia e che siamo una grande squadra". Una grande squadra che può puntare allo scudetto? No possibilità, obblighi, secondo Dries: «Dobbiamo crederci, in tutte le partite. Ora bisogna vincere, fare punti e vedremo solo dopo». Pensa al presente, non al futuro, così quando gli viene chiesto quando rinnoverà il suo contratto in scadenza, l’ex PSV comincia a dribblare alla stessa velocità di quand’è in campo: «Vediamo. Io sto qua, non ho altri pensieri. Vediamo, dipende».

IN CRESCITA. Nelle prime due gare non c’era invece stata grande brillantezza da parte di Piotr Zielinski, al quale Ancelotti - nonostante i 180 minuti con la Polonia durante la sosta - ha rinnovato la fiducia. Stavolta da finto esterno nel 4-4-2, perché l’allenatore di Reggiolo conosce la duttilità dell’ex Empoli. «Io sono nato come mezzala - dichiara in mixed nel post-partita - poi è il mister a decidere, io sono a sua disposizione, spero di continuare a fare bene». La vecchia guardia che si contrappone ai nuovi arrivati, che fanno altrettanto bene e creano un mix determinante: «Tutti quanti si sono inseriti molto bene, siamo un’ottima squadra e abbiamo dato una mano ai nuovi a inserirsi». Adesso c’è da voltare pagina, perché siamo già all’antivigilia del debutto in Champions League con il Liverpool. Ma Piotr non ha paura: «Il Liverpool ha fatto due finali di Champions, sta bene, ma noi stiamo crescendo e faremo la nostra partita. Siamo consapevoli delle nostre forze».