Napoli-Parma è la partita di Fabio Cannavaro: "Le mie lacrime, quelle di Ferrara. Ma ora gli azzurri sono davanti alla Juve..."

"Quando gli azzurri retrocessero, capii che era successo qualcosa di drammatico"
11.09.2012 11:30 di Redazione Tutto Napoli.net   Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Napoli-Parma è la partita di Fabio Cannavaro: "Le mie lacrime, quelle di Ferrara. Ma ora gli azzurri sono davanti alla Juve..."

Nato a Napoli, cresciuto nel vivaio azzurro, ma come molti talenti è dovuto andar via per affermarsi. Fabio Cannavaro torna a parlare, e lo fa dalle colonne di Tuttosport: "Napoli-Parma è un pò la mia partita. Sono le prime due squadre nelle quali ho giocato da professionista, mi hanno segnato in serie A. A Napoli ero giovane, una promessa, mentre a Parma c'è stata la mia consacrazione. Lì abbiamo vinto con una squadra fortissima, soprattutto coppe. Un grande gruppo che viveva senza la pressione delle grandi squadre. Parma mi ha permesso di crescere ad altissimo livello"

LACRIME - "Ricordo ancora l'addio di Ferrara, proprio alla fine di un Napoli-Parma nel 1993. Ciro piangeva, proprio come me quando seppi del mio trasferimento in gialloblù. Ferlaino doveva salvare il Napoli dal fallimento e il mio manager stava trattando, voleva capire. Poi mi dissero che bisognava vendermi per forza, ma io non volevo accettare, allepoca mi vedevo con un futuro azzurro. Ero cresciuto con il Napoli guidato dai napoletani: Bruscolotti, Juliano e Ferrara, volevo diventare come loro. Poi ci fu la retrocessione del '98. Furono brutte lacrime, perché in quel Napoli c'erano amici con i quali avevo condiviso lo spogliatoio. Preferii non giocarla quella gara, ero in panchina col Parma, poi a fine match mi avvicinai a Taglialatela che era il simbolo della squadra. Giocare a Napoli è fantastico, ma ha un peso importante e capivo cosa volesse dire da napoletano: qualcosa di drammatico".

CAMBIA LA STORIA - "Il Napoli è di nuovo una realtà del nostro campionato, con il bilancio a posto e punta ad una crescita ulteriore. Oggi consiglierei a tutti di andare a Napoli, è gratificante e vincente. C'è un grande gruppo, conosco alcuni di loro e mi piace come stanno insieme, anche fuori dal campo con le mogli. Questa è una delle chiavi del successo. Napoli-Juve? Trovo molto importante che dopo tanti anni sia tornata questa sfida: pochi anni fa erano entrambe in serie B. Faccio i complimenti alle due società. Ma per una crescita ulteriore ora ci si aspetta lo conquista dello scudetto da parte del Napoli. Vedo una squadra che, mentre l'anno scorso aveva solo l'imprevedibilità di Lavezzi, oggi ha una rosa più equilibrata e completa. Mio fratello negli ultimi tre anni è diventato tra i migliori in Italia. Poi gli errori li commettono tutti, anche io e Nesta ne facevamo. Merito di Mazzarri che gli ha trasmesso tranquillità e fiducia. Poter sbagliare senza essere messo fuori, è tanto. Mazzarri mi piace molto, è riuscito a dare una mentalità alla squadra, riesce a trasmettere voglia di vincere".

FUTURO A NAPOLI - "Vedremo. Mi sono sentito con il presidente De Laurentiis per organizzare l'anno scorso una tourneè a Dubai, ma ci siamo mossi tardi. Ho fatto esperienza e adesso frequento anche il corso di direttore sportivo, spero un giorno di tornare a lavorare in Italia. A casa mia sarebbe anche meglio"

IL SUO RAPPORTO CON MADAMA - "Rispetto la Juve, il club dove ho vinto degli scudetti e che odiavo da bambino, per po capirne lo spirito quando ci sono stato dentro. Stimo la Juve, ma il Napoli resta sempre qualcosa di più: è normale che lo scudetto vorrei darlo al Napoli"