Poche emozioni, campionato “moscio” e San Paolo vuoto: i tifosi si dividono sui social

Lo scrive il "Roma"
17.03.2019 14:15 di Redazione Tutto Napoli.net  Twitter:   articolo letto 14513 volte
Fonte: Dario Marotta per il "Roma"
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Poche emozioni, campionato “moscio” e San Paolo vuoto: i tifosi si dividono sui social

Quanta voglia c’è di partecipare a Napoli Udinese? Poca, se si tiene conto della prevendita. Stasera, nella migliore delle ipotesi, il San Paolo si avvicinerà alle venticinquemila presenze. La testa è altrove, alla doppia sfida con l’Arsenal, certamente più coinvolgente sul piano emozionale ma anche più impegnativa sotto l’aspetto economico. Si viaggia in direzione coppa e non è solamente un pensiero da stadio. Anche i social si adeguano alla realtà, al desiderio di vivere con una certa passione l’eccitante sfida con i gunners. Una vittoria con l’Udinese non lascerebbe tracce significative nell’ambiente, già proiettato altrove, mentre un risultato negativo, nell’assurda logica del tifo di comodo che spesso pretende ma talvolta non dà, lascerebbe pericolosi strascichi. Alla squadra, dunque, è richiesta la massima concentrazione perché il campionato, al di là di sentimenti e ragionamenti, non può essere trascurato già a marzo, con l’obiettivo secondo posto ancora tutto da conquistare, mentre i tifosi (certamente non tutti) possono approcciare al match con una certa leggerezza d’animo.

SNOBISMO. Rintracciare sui social pensieri dedicati alla sfida con l’Udinese non è semplice. C’è disinteresse, almeno alla vigilia: “Il tifo è si sostenere, ma anche e soprattutto coinvolgimento ed emozioni! E per ora è difficile trovarne”. Il nodo è tutto qui, nelle parole pubblicate su facebook dalla tifosa di nome Candida. Una considerazione che travalica gli aspetti di natura economica o logistica, spesso tirati in ballo incautamente, e trova motivate ragioni nello scarso appeal di un campionato che per quel che concerne la vetta ha già detto tutto. Ci sarebbe da lottare ma sono in pochi quelli disposti a farlo per il secondo posto, dal momento che lo scorso anno il Napoli è arrivato ad un passo da un traguardo ben più importante. Tornare indietro, in fondo, non è mai facile: “Al Napoli di Ancelotti manca quel senso di appartenenza che Sarri era riuscito a creare, anche forte dei risultati”. Il pensiero di Sasy richiama il fattore identitario, quel legame quasi magico che si era creato tra pubblico e squadra. Unione nata col tempo, alla fine del triennio sarrista ma Ancelotti, evidentemente, dovrà lavorare anche su questo. Una mano potrebbe dargliela proprio l’Arsenal, avversario ma anche utile amico. Alla gente serve una miccia per riaccendersi e i quarti di Europa League, contro una squadra di grande tradizione, fungono da polvere pirica: “Non dobbiamo pensare al disamore, non possiamo comandare il cuore. Andare allo stadio senza un minimo di trasporto emotivo è inutile, dispiace dirlo ma è così. Ovviamente lo stadio si riempirà per la partita con l’Arsenal ed eticamente non è giusto perché poi se si perde con l’Udinese partono le solite contestazioni. Una volta si andava al San Paolo quasi per obbligo, oggi è una scelta ed è logico che la maggior parte di noi scelga di andare a vedere l’Arsenal e non l’Udinese”. Da Roberto, tifoso del Napoli, la sintesi dei pensieri azzurri, rivolti inevitabilmente al sogno europeo.