Soldato Grava, cuore e grinta: dalla C alla Champions

Quanta strada ha percorso il soldato Grava. Probabilmente non se l'aspettava neanche lui. Arrivò un giorno piovoso di gennaio
11.10.2011 19:00 di Redazione Tutto Napoli.net  articolo letto 2027 volte
Fonte: Il Domani dello Sport - Napoli
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Soldato Grava, cuore e grinta: dalla C alla Champions

Quanta strada ha percorso il soldato Grava. Probabilmente non se l’aspettava neanche lui. Arrivò un giorno piovoso di gennaio. L’annuncio negli spogliatoi del San Paolo, la presentazione a Paestum. Era al Catanzaro e il Napoli lo prelevò per circa 40mila euro dalla società calabrese. Fu l’inizio di un amore folgorante. In serie C, era quasi un lusso. Difensore vecchio stampo. Marcatura asfissiante e persino un po’ di spinta sulla fascia destra. La categoria gli sta stretta ma è costretta a disputarla due volte dopo la sconfitta in finale contro l’Avellino. Riparte con sacrificio. Si rimbocca le maniche e contribuisce alla prima cavalcata del Napoli targato De Laurentiis.Segna anche una volta, al San Paolo, con la Juve Stabia e torna nella categoria che fino a quel momento conosceva meglio. Ovvero la serie B. L’esordio è da ricordare. Ancora in rete nella prima al San Paolo contro il Treviso. La definizione delle sue prodezze è da applausi: «Faccio i gol ignoranti».Che rispecchia perfettamente il personaggio. Schietto e sincero. Ma anche intelligente. Perché quando difende, è praticamente impeccabile. L’ascensore è partito. Ma sembra fermarsi in serie A. Il calcio vive di luoghi comuni e uno riguarda proprio il soldato Grava di Caserta. «Non è adatto». Il momento più difficile nella stagione 2008/2009. Quella della crisi con tanto di esonero di Reja. Ma ecco che arriva Mazzarri, l’incontro che allunga la carriera del soldato. Si mette sugli attenti e lo convince con allenamenti perfetti. In campo si conferma. Gli dai un fenomeno e Grava lo neutralizza. Chiedere a Ronaldinho che ha ancora un po’ di mal di testa se qualcuno - tra una festa e l’altra in Brasile - gli ricorda la marcatura del San Paolo. Oppure Mutu o Del Piero. Trasforma ogni possibile grattacapo in una prestazione perfetta. C’è chi invoca addirittura la nazionale. Grava ringrazia Mazzarri: «Gli devo tutto. Se lo avessi incontrato prima, la mia carriera sarebbe stata diversa». Ma questa non è proprio da buttare. Si toglie tante soddisfazioni proprio con la maglia azzurra, quella che desiderava quando era un ragazzino di belle speranze a Caserta e seguiva i consigli di papà Adriano. Gli manca solo la Champions. Sta tornando in piena forma e presto sarà abile e arruolato. Neanche la rottura del crociato gli ha fatto cambiare idea. Napoli sempre e comunque. Il merito è anche di De Laurentiis che gli ha rinnovato il contratto dopo l’infortunio perché è il veterano di questo gruppo. Avanti soldato Grava. Di strada da Grava, soldato coraggioso del Napoli fare ce n’è ancora.