Pelillo...nell'uovo - Il carattere delle Grandi

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sabato 12 maggio 2012, 03:52Rubriche
di Marcello Pelillo
A cura di Marcello Pelillo

L'altalena azzurra sembra non volersi fermare con un lieto fine. Dopo tante cadute e altrettante rinascite appare molto difficile riuscire a raggiungere il terzo posto. Occorre una vittoria del Catania ai danni dell'Udinese, mentre l'Inter deve bloccare la Lazio. Napoli obbligato a vincere contro il Siena, ancora una volta crocevia europeo per gli azzurri. Mente e cuore al terzo posto, senza trascurare il quarto piazzamento che eviterebbe alla squadra partenopea i preliminari di Europa League. A Bologna il Napoli ha confermato di soffrire gli appuntamenti importanti. La squadra è forte, in grado di compiere grandi imprese quando tutto funziona a dovere, ma non riesce a gestire la pressione delle gare importanti, soprattutto quando i pronostici sono a favore. E' accaduto nel primo tempo della sfida di Villarreal, poi risolta con un jolly di Inler; si è ripetuto a Londra, dove il Napoli aveva ottime possibilità per gestire il 3-1 dell'andata; a Bologna il tris con errori decisivi sia in fase difensiva che offensiva. E' evidente che la squadra non ha il carattere per giocarsela senza timori quando il risultato è quasi d'obbligo. Quando i pronostici sono a favore degli avversari è molto più semplice esprimersi, la mente è libera da paure, la pressione dell'ambiente non pesa. Le cose cambiano quando la vittoria è importante e alla portata. Bisogna essere forti innanzitutto nella testa e poi nelle gambe perchè l'attesa dell'ambiente pesa come un macigno. La squadra di Mazzarri, invece, sembra non essere ancora pronta a sopportare un peso del genere. Manca il carattere della Grande squadra o, forse mancano gli uomini giusti.

Forse ha ragione il tecnico quando sottolinea l'abitudine a giocare a certi livelli, a vivere gare decisive, che non appartiene al Napoli. Tuttavia, la sorte si è girata spesso a favore degli azzurri e nonostante le lacune manifestate, l'undici partenopeo potrebbe ritrovarsi terzo dopo l'ultimo turno di domenica. Tiene banco, intanto, il futuro di Lavezzi. L'argentino, a 27 anni, ha bisogno di pensare all'ultimo contratto importante della sua carriera ed è giusto, nel calcio-business di oggi, strizzare l'occhio alle squadre disposte a soddisfarlo. Il Napoli, dal canto suo, potrebbe fare un grande affare. Il calcio di oggi impone alle società il pareggio di bilancio e suggerisce anche di vendere, al momento opportuno, i calciatori che hanno mercato. Per Lavezzi potrebbe essere il momento giusto data l'età e i bassi margini di miglioramento. Difficile pensare che, nei prossimi due o tre anni, l'argentino possa fare quanto non è riuscito negli ultimi cinque. Lavezzi, inoltre, è un calciatore atletico, che ha come punto di forza lo scatto, la velocità e dai 27 anni in avanti può solo affievolire questa sua peculiarità. Sotto il profilo economico, questo è il momento in cui il Napoli può ricavare di più dalla cessione dell'argentino per investire altrove, cercando magari quell'elemento di carattere che manca per affrontare le gare favorite dai pronostici. Le squadre di calcio sono delle S.p.A. con scopo di lucro, sono delle aziende, e i calciatori dei professionisti che battono cassa quando possono. Non è più tempo per affezionarsi ai calciatori, conta la maglia e ciò che rappresenta per i suoi tifosi.