Pelillo...nell'uovo - Insigne, il San Paolo è già suo

A cura di Marcello Pelillo
 di Marcello Pelillo  articolo letto 9062 volte
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Pelillo...nell'uovo - Insigne, il San Paolo è già suo

La speranza dei tifosi, quelli orfani dei guizzi di Lavezzi e non solo, si sta materializzando. Insigne c'è, conquista il San Paolo con quelle giocate che bastano al pubblico azzurro per capire di che pasta è fatto. Controllo del pallone, velocità, dribbling stretto, testa alta e magia a portata di mano. E' la sintesi delle qualità mostrate dal fantasista azzurro dinanzi ad un San Paolo gremito soltanto dove il prezzo del biglietto era consono ad un'amichevole d'estate. L'attesa per le sue giocate era palpabile ad ogni tocco del pallone;  Lavezzi è già un ricordo, nulla a che vedere con le qualità del "Magnifico". I nostalgici dell'argentino, gli amanti delle sue serpentine, spesso fumose, possono dormire tranquilli e sereni. Lo scugnizzo sa confondere fantasia e concretezza, cerca la giocata come i Grandi, gli basta un applauso per sciogliersi subito dinanzi al pubblico amico e nemico nello stesso tempo. Mazzarri l'ha definito giocatore universale, riferendosi anche alla prontezza tattica. Insigne si muove come un veterano in campo, la scuola zemaniana è servita. Movimenti giusti in chiave propositiva ma anche lavoro tattico in fase passiva. Insigne, insomma, non è uno che non rientra o che torna quando glielo suggerisce l'istinto. Sa occupare il campo per la felicità dell'allenatore che deve badare al sodo, all'equilibrio tattico. Con queste premesse si potrebbe vedere, almeno in alcune gare casalinghe, un tridente puro. Pandev alle spalle di Cavani e Insigne, un trio da paura. I tagli in verticale dell'ex interista sembrano fatti apposta per gli scatti del "Magnifico", mentre il "Matador" può finalmente contare su un spalla anche in chiave passiva di gioco. Con un attacco così c'è poco da temere. Due rinforzi veri in difesa lancerebbero in pole il Napoli per la corsa scudetto. Tutto ciò può sembrare eccessivo dopo una gara amichevole, ma ai giocatori veri, in realtà, basta poco per far capire cosa sono in grado di fare. Il tifoso napoletano ha il palato fino, lo sa, e la sua consapevolezza è tutta lì, in quell'appaluso scrosciante.