Tutto Napoli vi presenta la storia degli attaccanti azzurri, 5° ed ultima puntata.
La stagione 2001-2002 è ancora all’insegna della serie cadetta e della volontà di tornare in A. Il miglior realizzatore è Roberto Stellone (11 centri), con Massimo Rastelli (6 gol) a supporto. Ma la Serie A non arriva. Così nella stagione 2002-2003 in attacco arriva Davide Dionigi per risollevare le sorti azzurre. Ma i suoi 19 centri (con gli 8 di Stellone) non riescono a riportare il Napoli in Serie A. Anzi, addirittura c’è il rischio di una imprevista e catastrofica retrocessione in C1. Si ritenta la scalata alla massima serie nel campionato successivo, il 2003-2004: arrivano Gianluca Savoldi e (figlio del grande Beppe) Massimiliano Vieri (fratello di Christian) a rinforzare la prima linea azzurra, insieme a Nicola Zanini (miglior giocatore della Serie B, nell’anno precedente). Ma è sempre Dionigi il best scorrer azzurro con 8 reti. Quello però è l’anno del fallimento della gloriosa SSC Napoli. Così si riparte dalla C1, col presidente Aurelio De Laurentiis sul ponte di comando e il DG Pier Paolo Marino come esecutore sul calcio mercato. Nel 2004-2005 arrivano Emanuele Calaiò, bomber del Pescara, Nicola Pozzi in prestito dal Milan e Joao Pià dall’Atalanta. Si aggiungono ai vari Berrettoni e all’argentino Sosa, già arrivati nel mercato estivo. Tuttavia, a fine stagione, è proprio Sosa (8 gol, molti dei quali negli ultimi minuti delle partite) a risultare il bomber della squadra, seguito da Calaiò (6 gol) e Pià (5 gol). Tutto ciò non basta per il pronto ritorno nella serie cadetta. Il Napoli perde la finale play-off. Nella stagione 2005-2006 finalmente arriva la Serie B, grazie ai 18 centri di Calaiò, ai 6 di Sosa e i 5 Bogliacino (arrivato dalla Sambenedettese).
La stagione 2006-2007 è quella del tanto atteso ritorno in A. Nel mercato estivo vengono ingaggiati nomi importanti per la categoria come Cristian Bucchi (dal Modena con cui l’anno prima ha realizzato ben 29 gol) e Roberto De Zerbi (dal Catania). Ma è ancora e sempre Calaiò (14 gol) il miglior realizzatore, seguito proprio da Bucchi (8 gol). Contributo fondamentale lo fornisce anche Sosa con 6 realizzazioni. Così la stagione 2007-2008, la prima in A della nuova società di De Laurentiis, è contrassegnata dall’arrivo, fra gli altri, dell’attaccante argentino Ezequiel Lavezzi (dal San Lorenzo de Almagro), del centravanti uruguagio Marcelo Zalayeta (ex Juventus) e del centrocampista offensivo col vizio del gol Marek Hamsik (dal Brescia). Alla fine è addirittura lo slovacco Hamsik con 9 gol il bomber del Napoli. Lavezzi di gol ne fa 8, Zalayeta e Sosa 6. Il Napoli gioca anche il turno preliminare di Coppa Uefa, eliminato però dal Benfica. Per il campionato 2008-2009 arriva il centravanti argentino Gustavo German Denis (dall’Indipendiente, stessa squadra da cui arrivò anni prima José Luis Calderon!). Ma è ancora Marek Hamsik (9 gol) il cecchino più infallibile sotto porta degli azzurri, seguito a ruota proprio da Denis (8 gol) e da Lavezzi (7). L’attuale stagione, la 2009-2010, vede fino a novembre questa situazione: Marek Hamsik 7 centri, Lavezzi 2 e Quagliarella 3. In Serie A è dalla stagione 2000-2001 che un attaccante del Napoli non riesce ad arrivare, nel computo totale dei gol segnati, in doppia cifra (si tratta di Amoruso, con 10 gol). Tuttavia, come la storia insegna, la formazione azzurra ha sempre avuto bomber molto prolifici e decisivi, anche tra i primi al mondo nel loro ruolo. Il loro rendimento è stato proporzionale ai risultati del Napoli. Per tornare a vincere, dunque, bisogna segnare tanto. La parola agli attaccanti.
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